Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Grandi sfide

· Il discorso di fine anno del presidente Mattarella ·

Messaggio a Papa Francesco

Lavoro, evasione fiscale, lotta all’inquinamento e immigrazione sono stati i punti nodali del discorso di fine anno del presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella. Un discorso di venti minuti, più breve di quello dei suoi predecessori, e che il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha definito «pieno di amore per il Paese».

L’occupazione — ha detto Mattarella — «è tornata a crescere. Ma questo dato positivo, che pure dà fiducia, l’uscita dalla recessione economica e la ripresa non pongono ancora termine alle difficoltà quotidiane di tante persone e di tante famiglie». Poi, il presidente ha evidenziato la piaga dell’evasione fiscale. Si tratta — ha detto Mattarella — di «un elemento che ostacola le prospettive di crescita». Sono globali invece le altre due grandi questioni evocate dal titolare del Quirinale. La prima è quella climatica, una sfida che va affrontata - ha detto - «con un comune impegno da parte di tutti. La seconda questione è l’immigrazione. Un fenomeno che oggi riguarda «donne, uomini e bambini: molti di questi muoiono annegati in mare, come il piccolo Aylan e, ormai, purtroppo anche nell’indifferenza». Su questi temi Mattarella è tornato ieri in un messaggio inviato a Papa Francesco in occasione della Giornata mondiale della pace. Il 2015 — ha detto Mattarella ricordando le parole del Papa — è stato «un anno particolarmente difficile per il mondo intero, tormentato dagli oltre trenta conflitti che insanguinano il Medio Oriente, l’Africa, l'Asia e anche l’Europa». Il presidente ha inoltre fatto riferimento alla Laudato si’, sottolineando «l’intrinseco legame che accomuna tutti i popoli della terra rendendo l’unità superiore al conflitto».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

19 novembre 2019

NOTIZIE CORRELATE