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Grandezza senza arroganza

· La morte di Eusébio ·

Lo scorso 5 gennaio è morto il grande calciatore portoghese Eusébio. Uno dei maggiori talenti nella storia del calcio mondiale ma anche personaggio portatore di valori positivi a più ampio spettro. 

Nato in Mozambico nel 1942 è stato un esempio di integrazione e in più, negli anni della guerra civile riuscì a non farsi strumentalizzare e a rimanere, amato da tutti, simbolo di una pacificazione possibile. Per anni fu considerato la risposta europea a Pelè, come lui aveva indossato solo due maglie, quella del Benfica e quella della sua nazionale. Non segnò, come Pelé, milletrecento gol, ma vederlo giocare era sempre un evento. La sua progressione era impressionante, aveva tempi di corsa, controllando il pallone, superiori a quelli di molti dei ben meglio allenati atleti di oggi. Sebbene il terzo posto ai mondiali in Inghilterra, grazie soprattutto ai suoi gol, sia stato il miglior risultato di sempre per il Portogallo, sebbene egli sia stato il principale trascinatore della sua squadra di club in vittorie nazionali e internazionali, Eusébio non mostrò mai arroganza. Né l'essere l'idolo di un Paese lo separò mai da un'umiltà non di maniera, da uno stile di vita fatto di valori essenziali, prima di ogni altro la famiglia. Per lui in Portogallo sono stati proclamati tre giorni di lutto nazionale.

Pierluigi Natalia

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22 settembre 2019

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