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Grammatica
della vita consacrata

· Messaggio per la Giornata missionaria mondiale 2015 ·

«Se ogni battezzato è chiamato a rendere testimonianza al Signore Gesù annunciando la fede ricevuta in dono, questo vale in modo particolare per la persona consacrata, perché tra la vita consacrata e la missione sussiste un forte legame». Lo scrive Papa Francesco nel messaggio per l’ottantanovesima Giornata missionaria mondiale, che si celebrerà il 18 ottobre 2015.

Georges Rouault «Gesù e i discepoli»

Datato domenica 24 maggio, solennità di Pentecoste, il messaggio sottolinea come «la dimensione missionaria, appartenendo alla natura stessa della Chiesa», sia «intrinseca anche ad ogni forma di vita consacrata, e non può essere trascurata senza lasciare un vuoto che sfigura il carisma». Infatti, spiega il Papa, «la missione non è proselitismo o mera strategia; la missione fa parte della “grammatica” della fede, è qualcosa di imprescindibile per chi si pone in ascolto della voce dello Spirito che sussurra “vieni” e “vai”. Chi segue Cristo non può che diventare missionario».

Successivamente il Pontefice ricorda il cinquantesimo anniversario del Decreto conciliare Ad gentes invitando «a rileggere e meditare questo documento che suscitò un forte slancio missionario negli Istituti di vita consacrata». E indica come modello di riferimento, «la figura di santa Teresa di Gesù Bambino, patrona delle missioni, quale ispiratrice dell’intimo legame della vita contemplativa con la missione. Per molte congregazioni religiose di vita attiva – chiarisce il Papa – l’anelito missionario scaturito dal Concilio Vaticano ii si attuò con una straordinaria apertura alla missione, spesso accompagnata dall’accoglienza di fratelli e sorelle provenienti dalle terre e dalle culture incontrate nell’evangelizzazione, tanto che oggi si può parlare di una diffusa interculturalità nella vita consacrata».

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