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Google
verso il taglio
dei servizi a Huawei

· ​In ottemperanza al bando stabilito da Trump ·

A tre giorni dal bando Usa che vieta al colosso dell’elettronica Huawei la vendita di componenti elettroniche negli Stati Uniti, ieri la compagnia digitale statunitense Google ha annunciato che non fornirà più aggiornamenti e prodotti alla società cinese. Sebbene non ancora confermato ufficialmente nel momento in cui andiamo in stampa, anche le società Intel, Qualcomm e Broadcom avrebbero sospeso la fornitura di chip e processori. L’azienda cinese non solo perderebbe, così, le componenti necessarie all’assemblaggio dei suoi prodotti elettronici, ma non potrebbe più garantire gli aggiornamenti del sistema operativo per smartphone Android. Nei prossimi modelli di telefonia cinesi, inoltre, potrebbero scomparire applicazioni e programmi essenziali come Gmail — la casella di posta targata Google — e PlayStore — il negozio digitale firmato da Mountain View.

La multinazionale Lenovo, tra i più grandi produttori mondiali di personal computer, ha, invece, fatto sapere che continuerà a fornire Huawei, «il suo cliente più importante», secondo quanto rilasciato dalla società al quotidiano cinese «Global Times». L’amministratore delegato di Huawei, Ren Zhengfei, ha ridimensionato la decisione proveniente dagli Usa, dichiarando, in conferenza stampa, che «l’influenza (del bando) non sarà rilevante». Secondo il quotidiano «Nikkei», il colosso di Shenzen ha, infatti, accumulato dai suoi fornitori globali componenti sufficienti a garantire la produzione per circa un anno. In previsione del bando, sei mesi fa Huawei si sarebbe rivolta ai suoi fornitori, spiegando di voler accumulare scorte alla luce dell’incerto scenario delineato dal conflitto commerciale tra Washington e Pechino e dalla campagna di boicottaggio ai danni dei progetti di estensione della rete 5g.

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10 dicembre 2019

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