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Golfo di Oman:
fra Usa e Iran
accuse reciproche

· A seguito delle esplosioni e degli incendi su due petroliere ·

L’Iran ha respinto categoricamente le «accuse infondate» rivoltegli dagli Stati Uniti riguardo alle esplosioni e agli incendi di ieri su due petroliere nel golfo di Oman. Ieri, il segretario di stato americano, Mike Pompeo, aveva attribuito l’incidente a Teheran: «Sono gli iraniani i responsabili, per colpire gli alleati degli Stati Uniti». «Gli spudorati attacchi nel golfo di Oman fanno parte di una campagna dell’Iran per creare sempre più instabilità nella regione», ha aggiunto, minacciando una risposta economica e diplomatica. La missione iraniana all’Onu ha immediatamente replicato. «Condanniamo nei termini più forti tali affermazioni», si legge in una nota. Le esplosioni e gli incendi, si ricorda, sono avvenuti su due petroliere (una norvegese e l’altra giapponese) nello Stretto di Hormuz, nel golfo di Oman, a soli trenta chilometri dalle coste iraniane, una zona da cui passa quasi un terzo del petrolio commerciato via mare. Immagini aeree hanno mostrato le navi in fiamme, con gravi danni in diverse sezioni. Tuttavia, nessuna delle due imbarcazioni è affondata e tutti i membri degli equipaggi sono stati tratti in salvo. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha indetto una riunione d’urgenza per discutere l’accaduto, e un allarme sui rischi di un’escalation è giunto anche dal segretario generale, António Guterres. «Se c’è una cosa che il mondo non può permettersi è un confronto di grandi dimensioni nella regione del Golfo», ha dichiarato.

La già intricata vicenda — che potrebbe infliggere un nuovo duro colpo alle speranze di riaprire il dialogo sul dossier nucleare iraniano — si è arricchita oggi di ulteriori capitoli. Il Pentagono ha infatti diffuso un video in cui si vede quella che viene descritta come una «imbarcazione dei Guardiani della rivoluzione iraniana» (i Pasdaran), intenti a rimuovere una mina magnetica inesplosa dal fianco di una delle petroliere durante la fase dei soccorsi. Quanto accaduto nello stretto di Hormuz si è verificato durante la visita del premier nipponico, Shinzo Abe, a Teheran. Il ministero dei Trasporti giapponese ha detto di non avere elementi per pensare che l’incidente sia collegato alla visita.

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14 novembre 2019

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