Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Globalismo e sovranità

· L’intervento di Donald Trump all’Assemblea generale dell’Onu ·

«Il futuro non appartiene ai globalisti. Il futuro appartiene ai patrioti, alle nazioni sovrane e indipendenti». Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rilanciato il sovranismo dell’America first come messaggio principale del suo intervento, ieri, in apertura della settantaquattresima Assemblea generale delle Nazioni Unite, a New York. Nel suo discorso al palazzo di Vetro dell’Onu, luogo-simbolo del globalismo e del multilateralismo, Trump non ha fatto sconti. Il presidente ha infatti puntato il dito più volte contro i burocrati internazionali, contro «una classe politica permanente estremamente sprezzante» che, assieme a media, istituzioni economiche e società tecnologiche, stanno conducendo «assalti senza mezzi termini alle nostre storie, tradizioni e valori». Ed anche contro «i profeti del globalismo, che hanno esercitato un rigido controllo sui leader passati, spingendoli ad ignorare i propri interessi nazionali». Ed è stato il fatto di ignorare gli interessi nazionali a spingere «l’America a guerre senza fine», ha affermato Trump che ha più volte ribadito l’auspicio di limitare l’impegno militare e conflitti. «Gli Stati Uniti non vogliono guerre con nessuna altra nazione, vogliamo pace, cooperazione e vantaggio reciproco per tutti», ha ripetuto più volte parlando dei dossier più caldi, dalla Cina all’Iran. «Ma non mancherò mai di difendere gli interessi dell’America», ha poi aggiunto.

La visione di Trump è quello di un mondo in cui «leader saggi mettono al primo posto il bene del proprio popolo e del proprio paese». «Guardatevi intorno, abbiamo questo grande magnifico pianeta», ha detto ancora il presidente, che non ha mai toccato i temi dell’ambiente, del clima e del riscaldamento globale. «La semplice verità è: se vuoi libertà, sii orgoglioso del tuo paese; se vuoi democrazia, proteggi la tua sovranità: se vuoi pace, ama la tua nazione», ha concluso Trump.

Nel ribadire il suo impegno all’accordo sul clima di Parigi, il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, ha respinto le critiche sulla deforestazione, affermando che «l’Amazzonia non appartiene all’umanità, ma è un territorio sovrano del Brasile». Dal palco dell’Assemblea Generale dell’Onu, Bolsonaro ha dichiarato che «si tratta di un malinteso affermare che le foreste sono i polmoni del mondo», accusando alcuni paesi di «essersi comportati in modo irrispettoso e con un atteggiamento colonialista» nei confronti del Brasile.

«L’Amazzonia rimane intatta, ed è la prova del fatto che siamo uno dei paesi che più protegge l’ambiente», ha detto ancora Bolsonaro, spiegando che «durante questa stagione la siccità favorisce incendi spontanei».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

12 dicembre 2019

NOTIZIE CORRELATE