Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Inchiesta negli Usa
sui prezzi dei farmaci

· Coinvolte oltre 20 case farmaceutiche accusate di aver fatto cartello su medicine salvavita ·

«Abbiamo prove solide che mostrano come l’industria dei farmaci generici abbia perpetrato una frode multimiliardaria ai danni del popolo americano»: sono le parole di denuncia di William Tong, procuratore generale del Connecticut, che ha fatto causa a venti case farmaceutiche statunitensi con l’accusa di aver aumentato, anche fino al 1000 per cento, i prezzi di oltre 100 farmaci generici, tra cui quelli per il trattamento del cancro, del diabete, dell’artrite e di altre patologie gravi. All’azione legale di Tong si sono unite anche le procure di oltre quaranta stati dell’unione.

La causa, presentata venerdì scorso a Big Pharma — il cartello che riunisce tutte le più grandi multinazionali del farmaco — è frutto di un’indagine, avviata cinque anni fa, che ha vagliato le email, i messaggi di testo e le registrazioni telefoniche scambiate, da luglio 2013 a gennaio 2015, tra quindici dirigenti di società farmaceutiche: su di loro peserebbe l’accusa di aver costituito uno schema illegale per fissare i prezzi di alcuni farmaci generici allo scopo di spartirsi le quote di mercato. «Abbiamo elementi che dimostrano una cospirazione pluriennale» ha denunciato Tong. I dirigenti di Big Pharma avrebbero, nello specifico, operato in base a un accordo di non concorrenza che prevedeva di non abbassare i prezzi minimi dei farmaci e di aumentarli sul maggior numero di prodotti possibile. Tra di essi, rientrano diversi farmaci utilizzati nel trattamento del cancro. L’indagine getta nuova luce sulla sanità negli Stati Uniti, spesso al centro dell’agenda dell’amministrazipone a causa del suo alto costo. Stando ai dati rilasciati dall’agenzia demoscopica internazionale «Gallup», soltanto nel 2018 i cittadini Usa hanno preso in prestito circa 88 miliardi di dollari per pagare le loro cure sanitarie.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

19 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE