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Gli ultimi ribelli lasciano il Ghouta orientale

· Le forze di Assad riprendono il controllo della regione dilaniata dai combattimenti ·

È arrivato all’atto finale, con la partenza degli ultimi ribelli e dei loro familiari, il dramma del Ghouta orientale, sobborgo alle porte di Damasco, dal 2013 assediato e sottoposto a martellanti bombardamenti dalle truppe governative che hanno ucciso centinaia di civili. Da ieri le forze di Damasco, supportate dall’esercito russo, controllano l’intera regione. 

Militari siriani sorvegliano l’evacuazione degli ultimi ribelli e delle loro famiglie (Ap)

Gli organi d’informazione siriani hanno riferito che una cinquantina di autobus hanno iniziato ieri a trasportare fuori da Duma, la più grande città del Ghouta orientale , i miliziani del Jaysh Al Islam (Esercito dell’Islam), l’ultima formazione di insorti che ha accettato di essere trasferiti a Jarablus, una località nel nord della Siria controllata da gruppi di ribelli. Secondo l’agenzia ufficiale Sana, a metà pomeriggio 450 persone, tra insorti e civili, erano partite verso la loro destinazione. L'operazione è avvenuta grazie a un accordo tra ribelli e governo siriano, nonché alla decisione di Mosca di indire una tregua giornaliera di cinque ore a scopo umanitario. Lo sgombero di ieri fa seguito ad altri compiuti recentemente in altre zone. Oltre 40.000 insorti e membri delle loro famiglie sono finora partiti dalla regione mentre altri 120.000 civili, secondo fonti russe, hanno lasciato le loro case e raggiunto il territorio controllato dai governativi per sottrarsi alle violenze degli ultimi mesi. Le forze di Assad hanno quindi ripreso il controllo della regione dopo un’offensiva durata alcune settimane e preceduta da intensi bombardamenti che hanno provocato oltre 1600 morti, secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria. Intanto, sul piano diplomatico, oggi il presidente russo, Vladimir Putin, si reca ad Ankara per incontrare il capo di stato turco, Recep Tayyip Erdoğan. Al centro del dialogo, soprattutto il futuro dello stato siriano dopo la fine del conflitto. Domani i due leader saranno raggiunti dal presidente iraniano, Hassan Rohani.

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24 maggio 2019

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