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Gli Stati Uniti riaprono il confine con il Messico

· ​Dopo la chiusura decisa a seguito delle pressioni da parte di un gruppo di migranti ·

Un migrante  avvolto in una bandiera statunitense sul luogo degli scontri con la polizia (Afp)

L’autorità degli Stati Uniti per le dogane e la protezione dei confini (Cbp) ha disposto la riapertura del valico di San Ysidro, alla frontiera con il Messico, a qualche ora dalla chiusura decisa dopo il tentativo di gruppi di migranti di attraversare la zona illegalmente. Nel frattempo le autorità messicane hanno reso noto che verranno rimpatriati i circa 500 migranti, appartenenti alla cosiddetta carovana partita dall’Honduras, che hanno tentato di prendere d’assalto il confine degli Stati Uniti. Gli appartenenti al gruppo sono stati arrestati per aver cercato di passare il confine ieri in «modo violento», ha reso noto il ministero dell’interno, specificando che quelli tra loro che saranno identificati come partecipanti attivi agli «eventi violenti» saranno rimpatriati immediatamente. Gli inquirenti stanno studiando al momento alcune sequenze video nelle quali si vedono decine di persone, tra le quali anche donne e bambini, che corrono verso la recinzione che separa i due paesi vicino alla città di Tijuana. I migranti urlavano di non essere criminali, ma persone in cerca di lavoro. Gli ufficiali di frontiera degli Stati Uniti hanno usato i gas lacrimogeni per respingerli. La situazione è peggiorata nel giro di poche ore. Tutto era iniziato con una manifestazione pacifica, poi c’è stato l’assalto per cercare di varcare il confine. Immediata la reazione statunitense, con la chiusura del traffico in tutte le direzioni sia per i veicoli sia per i pedoni. Una reazione che appare in linea con l’intenzione ribadita più volte dal presidente Donald Trump di chiudere il confine in caso di necessità, e che arriva dopo la smentita di un accordo fra i due paesi sui migranti. Anche le autorità di Città del Messico sono intervenute nelle ultime ore sulle questione. Una nota del ministero dell’interno ha sottolineato che «nonostante la complessità del problema e coerentemente con la politica interna di rispetto dei diritti umani e della non criminalizzazione del fenomeno migratorio, il Messico non dispiegherà forze militari al confine».

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20 maggio 2019

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