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Gli Stati Uniti puntano su ricerca e innovazione

· Per tornare agli standard precedenti la crisi ·

Puntare su ricerca e innovazione per rilanciare un sistema in profonda crisi. Questa la strategia di Barack Obama per far tornare l'America agli standard precedenti la grande crisi economica. Solo così — sostiene il presidente — è possibile superare le difficoltà sul piano occupazionale, il vero punto dolente dell'attuale fase, rilanciare e consumi e fronteggiare il deficit.

Il «New York Times» ha reso noto ieri che Obama chiederà al Congresso di aumentare e rendere permanenti gli sconti fiscali sulle spese che le aziende affrontano per fare ricerca. Il piano della Casa Bianca, che costerà 100 miliardi in 10 anni, sarà illustrato in modo più dettagliato mercoledì prossimo dallo stesso Obama in un discorso a Cleveland dedicato proprio ai temi dell’economia. Si tratta di una misura economica che gode ovviamente del forte appoggio del mondo produttivo americano e che in passato venne anche sostenuta dal Congresso in modo bipartisan.

Nel frattempo, segnali di scetticismo arrivano dal Fondo monetario internazionale, secondo cui la crescita economica resta debole in Europa e negli Stati Uniti. In un'intervista al quotidiano francese «Le Figaro», Olivier Blanchard, capo economista dell'Fmi, ha detto che un rallentamento della crescita americana avrà un impatto automatico sulla crescita in Asia nel breve termine. Tuttavia — ha aggiunto — uno sdoppiamento tra i mercati emergenti e le economie ricche è possibile nel medio termine poiché i Paesi asiatici e dell’America Latina vedranno un maggiore grado di domanda interna. «Se l’economia americana rallenta — ha spiegato Bòllanchard — ciò avrà un impatto sull’Asia automaticamente, non enorme ma significativo». Il capo economista dell’Fmi ha inoltre sottolineato la necessità per i Paesi europei di produrre piani credibili per ridurre i deficit nazionali nel medio termine «Che sia il 2013 o il 2014 non è importante». Negative le prospettive per l'Europa: anche se la crescita nel secondo trimestre si è rivelata superiore alle stime — ha spiegato Blanchard alla Bloomberg — i consumi e gli investimenti sono ancora fermi.

Il giudizio di Blanchard rischia però di entrare in contrasto con quello di altri, a dimostrazione che sul futuro dell'economia mondiale c'è poca chiarezza. Il vice direttore generale dell'Fmi, John Lipsky, ieri a Gwangju in Corea del Sud (per partecipare a un incontro preparatorio dei ministri delle Finanze del g20), ha detto che stiamo attraversando una fase di moderata ripresa. «Siamo fiduciosi — ha detto Lipsky, secondo quanto riportato dalla Bloomberg — perché c’è in corso una moderata ripresa dell’attività economica globale; esistono ovviamente rischi e sfide davanti, ma le cose stanno andando più o meno secondo le nostre previsioni».

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08 dicembre 2019

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