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Gli Stati Uniti
fuori dal trattato Inf

· Azzerato l’accordo sui missili nucleari a corto e a medio raggio ·

Washington, 3 Gli Stati Uniti si sono ieri ritirati formalmente dal trattato sui missili nucleari a corto e a medio raggio (Inf) con la Russia. L’accordo era stato siglato nel 1987 dall’allora presidente statunitense Ronald Reagan e da quello dell’Unione sovietica, Mikhail Gorbaciov. Dopo mesi di attese e di speranze che si potesse giungere a una soluzione condivisa, Washington, sostenuta dagli alleati, ha dato quindi seguito a quanto dichiarato dal presidente Trump, il quale, denunciando l’Inf, ha più volte dichiarato di voler giungere a una nuova intesa più ampia che possa includere anche la Cina.

Gli Stati Uniti puntano il dito contro la Russia, colpevole di aver modificato il missile da crociera Kalibr — in dotazione alla Marina e dunque escluso dal trattato — creando una versione terrestre con una gittata superiore ai 500 chilometri. E questa sarebbe invece una violazione dell’Inf. Mosca non ha mai accettato questa interpretazione e anzi ha ribaltato verso la Nato la responsabilità di aver messo in crisi l’accordo, piazzando nell’est dell’Europa il tanto contestato scudo missilistico, che oltre a indebolire la stabilità strategica metterebbe a rischio la sicurezza nazionale russa poiché — questa la tesi del Cremlino — i suoi lanciatori possono essere rapidamente modificati e diventare uno strumento offensivo.

Il segretario generale dell’Onu, António Guterres, ha affermato che la fine dell’Inf «aumenterà la minaccia posta dai missili balistici» e che, comunque vadano le cose, si è perso «un inestimabile freno alla guerra nucleare». Ora l’attenzione si sposta sulle trattative che dovrebbero portare al rinnovo del New Start, l’accordo sulla riduzione delle testate nucleari strategiche. La Russia si è detta pronta a prolungarlo. Ma anche qui ci sono dei problemi e, se non verrà rinnovato, nel 2021 le due superpotenze atomiche saranno prive d’intese sull’anti-proliferazione. Mosca per il momento si detta disposta a una moratoria sul dispiegamento dei missili a corto e a medio raggio, a patto che la controparte adotti misure analoghe, senza sviluppare nuovi armamenti.

Siglato a Washington l’8 dicembre 1987, l’Inf (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty) sancì lo smantellamento di tutti i missili nucleari con gittata tra i 500 e i 5.000 chilometri di Stati Uniti e Unione sovietica e portò all’eliminazione dall’Europa delle testate nucleari a raggio intermedio: i missili ss-20 sovietici da una parte e i Pershing-2 e i Tomahawk Cruise dall’altra. Segnando così la fine della crisi dei cosiddetti euromissili e — secondo molti analisti — la fine della guerra fredda. Il trattato fu il primo accordo di disarmo che obbligava alla distruzione, e non alla semplice limitazione, di un’intera classe di armamenti. Viene inoltre considerato come una delle pietre miliari del disgelo tra le due superpotenze. 

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