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Gli sciiti celebrano l'Ashura

Milioni di fedeli sciiti in tutto il mondo hanno celebrato, tra ieri e oggi, l'Ashura, evento che commemora il martirio dell’imam Hussein, nipote del profeta Maometto, ucciso con i suoi seguaci a Karbala nel 680 dalle truppe del califfo omayyade Yadid. Proprio nella città irachena, che ospita le spoglie dell'imam ed è considerata uno dei luoghi più sacri dell’islam sciita, si svolge il pellegrinaggio principale. Un milione e mezzo, secondo il governatore provinciale Amal al-Din, le persone che hanno raggiunto Karbala per formare le tradizionali processioni al seguito della salma «immaginaria» di Hussein, inscenando rituali di autoflagellazione, con il vestito a lutto e il capo coperto di cenere.

Imponente lo schieramento di forze organizzato dalle autorità, con circa 28.000 soldati e poliziotti disposti lungo le strade: per l’Iraq si è trattato del primo test-chiave in materia di sicurezza in vista del totale ritiro delle truppe statunitensi. Anche in molte città iraniane, ieri e oggi, i fedeli sciiti sono scesi nelle strade per celebrare l’Ashura; nel centro di Teheran sono state schierate forze anti-sommossa nel timore di manifestazioni dell’opposizione. Clima di tensione anche in Pakistan dove si è già verificato un attentato, ad Hangu, contro due case abitate da sciiti: i morti sarebbero almeno sei. In Afghanistan, il presidente Hamid Karzai ha colto l’occasione delle celebrazioni per l’Ashura per ribadire l’invito agli insorti attivi nel Paese ad abbandonare la lotta armata e a unirsi al processo di pace; Karzai ha partecipato a una cerimonia a Kabul dove erano presenti alcuni leader religiosi. Un appello alla convivenza, tra la maggioranza sunnita e la minoranza sciita, è venuto ieri anche dal primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan.

L'Ashura, 10 del mese di muharram, viene vissuto da tutto l'islam come un giorno di digiuno, ma tra gli sciiti assume un carattere fortemente penitenziale, di lutto.

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22 settembre 2019

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