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La cattolicità
della Chiesa

· Incontro negli ottant’anni del gruppo di Dombes ·

Parigi, 2. È stata segnata dalla celebrazione dell’ottantesimo anniversario di fondazione la sessione ecumenica annuale del Groupe des Dombes che si è tenuta (come accade ormai dal 1998) nell’abbazia benedettina di Pradines, nella Loira. Dal 28 al 31 agosto trentasei teologi cattolici e protestanti hanno approfondito il tema della cattolicità della Chiesa, «nelle sue dimensioni di universalità e pienezza», come spiega al quotidiano francese «La Croix» padre Jean-François Chiron, docente alla facoltà di teologia di Lione e co-presidente cattolico del gruppo (il co-presidente protestante è il pastore luterano Jacques-Noël Pérès). «È la prima volta che il Groupe des Dombes si confronta su questo tema che ci divide. Si tratta della questione della conversione e della riforma permanente della Chiesa», ha detto Chiron, ricordando il cinquecentesimo anniversario dell’inizio della Riforma protestante e auspicando di poter presto chiudere il cerchio su un dossier così sensibile nell’ambito del dialogo ecumenico. L’esperienza del gruppo nacque nel luglio del 1937 per iniziativa di due sacerdoti cattolici di Lione, Paul Couturier e Laurent Remillieux, e di un pastore protestante svizzero, Richard Baümlin, che, nel monastero trappista di Notre-Dame des Dombes (abbazia cistercense a quaranta chilometri da Lione ora appartenente alla comunità Chemin Neuf), organizzarono il primo incontro. La “cellula ecumenica” originaria era composta da tre sacerdoti cattolici e tre pastori luterani e calvinisti. Dopo la seconda guerra mondiale il gruppo si ritroverà alternativamente a Dombes, a Presinge, a Grandchamp, a Taizé, poi definitivamente a Dombes, dal 1971 al 1998, anno del trasferimento a Pradines. «Nessuna volontà di redigere articoli o regolamenti», scrive Willy-René Nussbaum in Enciclopedia del protestantesimo, ma solo «il desiderio profondo di ridurre la frattura nella Chiesa d’occidente, di dialogare innanzitutto fra cattolici e protestanti (riformati e luterani) ma facendo anche appello a ortodossi e anglicani. Il gruppo aumenterà fino a una quarantina di membri (venti e venti) ed è sempre voluto restare libero nel proprio reclutamento e indipendente da qualsivoglia autorità vincolante, e allargandosi per cooptazione, con la partecipazione di sacerdoti e pastori in rappresentanza delle rispettive Chiese». La conversione delle Chiese è il filo conduttore della riflessione. È su questo punto che si inserisce la necessità di un vero dialogo, facilitato da una lunga conoscenza reciproca.

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