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​Gli indigeni ci salveranno

· ​Il vescovo anglicano MacDonald presidente del Wcc per il Nord America ·

«Stiamo entrando in un’era nella quale la gente ha una più ampia consapevolezza dei diritti dei popoli indigeni. Non c’è futuro per il nostro pianeta se non si coinvolgono le popolazioni indigene». È quanto ha affermato il vescovo Mark MacDonald, presidente del World Council of Church (Cec) per il Nord America e presidente dei vescovi indigeni della Comunione anglicana in Canada. «Nel corso degli ultimi sette anni — ha spiegato — ho constatato che i popoli indigeni in Canada e di fatto in tutto il mondo sono andati verso l’auto-determinazione e l’attualizzazione dei valori principali degli antenati. Ciò che è di vitale importanza è la coscienza pubblica collettiva che i popoli indigeni devono andare avanti con la loro autodeterminazione. Questo — ha aggiunto il vescovo anglicano — è l'aspetto più importante: accada quel che accada». Riflettendo sul pensiero del teologo cattolico Robert Schreiter, che ha dedicato i suoi studi al tema della riconciliazione, MacDonald ha sottolineato che «riconciliarsi significa riappropriarsi dell’identità indigena. La riconciliazione non avviene quando un oppressore decide di essere gentile e disponibile. La riconciliazione inizia quando un popolo oppresso reclama la propria umanità. L’identità di una persona indigena è spesso legata alla terra. Nel mondo attuale, c’è un assalto alla terra e un atteggiamento aggressivo nel nostro rapporto con essa e con le creature che ci vivono. Questo assalto è vissuto in modo molto doloroso dai popoli indigeni. Molte persone guardano con dolore agli eventi storici a seguito dei quali i popoli indigeni sono stati espropriati delle loro terre. Ma ora il cambiamento climatico ha portato a una continua espropriazione delle terre».

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