Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

In difesa dei migranti

· Le comunità cristiane degli Stati Uniti impegnate nell’accoglienza ·

Mentre Papa Francesco arriva in Messico, negli Stati Uniti cresce la mobilitazione delle comunità cristiane in favore degli immigrati. Così, se l’episcopato cattolico, da sempre apertamente schierato per una modifica in chiave meno restrittiva dell’attuale normativa, attende dalle parole del Pontefice un arricchimento per l’intero Paese, il Church World Service, servizio luterano per l’immigrazione e i rifugiati, rende noto in queste ore che almeno una cinquantina di chiese protestanti si sono offerte di dare rifugio agli immigrati privi di documenti che sono minacciati di espulsione dalle autorità federali competenti. Un luogo di culto, viene spiegato, ovviamente non può in maniera legale offrire rifugio agli immigrati, tuttavia gli uomini dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice) di fatto evitano di entrare nelle scuole pubbliche, negli ospedali e nelle chiese, considerati come luoghi “inviolabili”. La presa di posizione delle chiese protestanti richiama da vicino la strategia adottata dal «Movimiento de Santuario», nato agli inizi degli anni Ottanta del secolo scorso sempre negli Stati Uniti, come risposta al dramma di chi fuggiva in cerca di rifugio dalla violenza e dalla guerra dell’America centrale. Gli attivisti del movimento, applicando alla lettera il concetto biblico di “santuario”, diedero accoglienza agli stranieri nei loro templi, equiparati a luoghi sacri che nessuna autorità di polizia poteva violare. In quegli anni, centinaia di chiese americane offrirono un tetto agli immigrati. Tuttavia, allora a nessuno venne riconosciuto lo status di rifugiato politico, sebbene fossero evidenti le repressioni, le persecuzioni e le violazioni dei diritti umani da cui fuggivano. L’attuale mobilitazione delle cinquanta chiese degli Stati Uniti, arriva dopo che più di cento persone, provenienti da Guatemala, El Salvador e Honduras, entrate negli Stati Uniti illegalmente, sono state arrestate dall’Ice. «Siamo disposti a combattere questa legge con i denti e con le unghie», ha dichiarato al «Los Angeles Times» il pastore Fred Morris, che guida la North Hills United Methodist Church. Morris — ricorda Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia — è sopravvissuto alla detenzione e alla tortura in Brasile durante la dittatura militare nel 1974 e conosce in prima persona gli orrori della violenza in America latina. E la sua chiesa è una delle tre che a Los Angeles si sono offerte di dare rifugio ai centroamericani raggiunti da un ordine di espulsione.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

14 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE