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Gli avevano detto
che era baritono

· È morto il grande tenore Carlo Bergonzi ·

È morto nella notte di venerdì 25 a Milano il tenore Carlo Bergonzi, 90 anni compiuti il 13 luglio, uno dei più grandi interpreti della musica lirica in particolare del repertorio verdiano.

Carlo Bergonzi nelle vesti di Ernani

Da ragazzo i suoi maestri lo avevano convinto di essere un baritono, e come tale esordì nel 1947. Dopo tre anni come baritono, insoddisfatto, cambiò impostazione e dopo tre mesi di studio come autodidatta nel gennaio del 1951 si presentò come tenore nell’opera Andrea Chénier al Teatro Petruzzelli di Bari. Nasce così la carriera di uno dei maggiori cantanti del Novecento. La stessa sera nasceva anche il primogenito Maurizio. Carlo Bergonzi era nato a Vidalenzo di Polesine Parmense, a un solo chilometro di distanza dalla Villa Verdi di Sant’Agata. Il carattere era forte. Incoraggiato dal successo come tenore decise di preparare altre opere. Nel suo repertorio se ne conteranno 71, dalla produzione romantica a quella verista, e ancora più vasti sono stati i programmi concertistici. Nel 1951, cinquantenario della morte Verdi, Bergonzi fu scelto per eseguire una serie di opere verdiane, fra le quali I due Foscari, titolo che gli fu talmente caro da diventare negli anni successivi il nome del suo albergo ristorante a Busseto.

Il lancio internazionale avvenne al Metropolitan di New York con Aida nella stagione 1956/57. Seguirono trentatre stagioni che lo videro protagonista in quel teatro, anche con varie inaugurazioni.

Ha lavorato con i più grandi direttori d’orchestra. Basti pensare al debutto nel Requiem di Verdi con Bruno Walter. Ma sul podio gli sono sfilati davanti tra gli altri Herbert von Karajan, Georg Solti, Dimitri Mitropoulos, Gianandrea Gavazzeni, Thomas Schippers. Il migliore, però, per lui restava Tullio Serafin, uno che il mestiere l’aveva imparato da Toscanini e che, quando questi decise di trasferirsi a New York, prese il suo posto come direttore musicale della Scala.

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27 maggio 2019

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