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Gli anziani siamo noi

· All’udienza generale Papa Francesco parla dell’importanza dei nonni e della loro problematica condizione ·

«L’attenzione agli anziani fa la differenza di una civiltà»: è il monito rilanciato da Papa Francesco all’udienza generale di mercoledì 4 marzo. Incontrando in piazza San Pietro dodicimila fedeli provenienti da ogni parte del mondo, il Pontefice ha proseguito il ciclo di riflessioni dedicate alla famiglia e si è soffermato sulla «problematica condizione attuale» dei nonni, a fronte di tante situazioni di abbandono e indifferenza. E ha definito “perversa” «una società senza prossimità» nei confronti di «questa età della vita».

Ferdinand Georg Waldmüller, «La richiesta della bambina» (1860)

Aggiungendo, come di consueto, alcune considerazioni personali al testo preparato, il Papa ha spiegato che gli «anziani sono una ricchezza, non si possono ignorare», perché «questa civiltà andrà avanti» solo «se saprà rispettare» la loro saggezza e la loro sapienza. Infatti, ha proseguito con un’immagine forte, «una civiltà in cui gli anziani sono scartati perché creano problemi porta con sé il virus della morte».

Attingendo alla sua esperienza durante il ministero episcopale a Buenos Aires, il Pontefice ha ricordato la vicenda di un’anziana abbandonata dai figli che non si lamentava nonostante fossero passati otto mesi dalla loro ultima visita. «Questo si chiama peccato mortale» ha commentato. Quindi ha riproposto la storia — raccontagli da sua nonna — di una famiglia in cui un anziano che «nel mangiare si sporcava» era stato confinato «in cucina» per non far fare «una brutta figura quando venivano gli amici a pranzo o a cena». Il racconto prosegue con la scena del capofamiglia che pochi giorni dopo, tornando a casa, trova il figlioletto che gioca con legno, martello e chiodi. Quando il papà chiede cosa stesse facendo, il bambino risponde: «Faccio un tavolo per quando tu diventi anziano, così puoi mangiare lì». Dimostrando, ha evidenziato Francesco, che nel rapporto con gli anziani «i bambini hanno più coscienza di noi».

Il testo della catechesi del Papa

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19 luglio 2019

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