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Gli angeli
della città

In questi giorni la nostra città è stata toccata da piccole, gigantesche perdite. Due bambini, a distanza di poche ore, sono scomparsi lasciando nel dolore più atroce i familiari e tutti quelli che li conoscevano.

Mattia, di appena 10 mesi, è spirato all’interno del nido, mentre dormiva nel suo lettino, a nulla sono valsi tutti i tentativi per rianimarlo. Si parla, molto probabilmente, di cause naturali.

Una manciata di ore dopo, una bambina di due anni è morta all’interno del Policlinico Umberto I, dopo tre giorni di agonia. La piccola, sabato 25 maggio, si trovava assieme alla nonna quando, a causa di una caramella, ha iniziato a soffocare. Anche in questo caso l’intervento dei soccorsi è stato immediato, i medici hanno intubato la bambina per poi trasportarla all’Umberto I. Dopo tre giorni la battaglia tra vita e morte si è conclusa nel modo peggiore. I genitori hanno deciso di donare gli organi della bambina. Lei continuerà a vivere dentro altri esseri umani, grazie a lei altri figli vedranno un domani.

Il pensiero corre ai padri e alle madri, ragazzi schiacciati dalla prova più grande e gravosa cui un essere umano possa essere sottoposto. Sopravvivere ai propri figli. Per giunta, appena venuti al mondo, con un carico di promesse e avvenire appena principiato.

Di fronte a queste prove, a questi dolori, ci si abbandona al Mistero del Creato, si torna come bestie prive di ogni alfabeto. Nessuno può osare risposte, né prodursi in spiegazioni.

Solo una sarà la forza capace di riaccendere il cuore di questi genitori, di ergersi oltre la sfera del dolore, di dettare un nuovo passo di vita.

La Speranza.

Speranza che per questi due figli, come per ogni altro figlio strappato per il mondo, possa aprirsi la terra dell’infinito.

Accanto al padre, insieme ai figli di tutti i tempi, in attesa di ricongiungersi agli amati genitori, cui va il nostro pensiero e la nostra preghiera.

di Daniele Mencarelli

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24 agosto 2019

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