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Gli abbracci di Francesco

· Prima messa in piazza San Pietro ·

Primo bagno di folla per  Papa Francesco nell’assolata mattina di marzo in cui inizia il ministero petrino. Martedì 19 marzo per alcune ore Piazza San Pietro è il cuore del mondo: nella solennità di San Giuseppe, sposo della Vergine Maria e patrono della Chiesa universale, il Pontefice celebra la prima solenne liturgia eucaristica davanti a una marea umana, che si estende dal sagrato della basilica Vaticana, fino a via della Conciliazione. Donne e uomini venuti da ogni latitudine per vivere una giornata che ha già lasciato le pagine della cronaca per essere consegnata alla storia.

Il sepolcro di San Pietro sotto l’altare della Confessione, e l’emicilico berniano, nel luogo dove l’apostolo subì il martirio, sono i prosceni di un unico rito che, protrattosi per circa due ore,  pur nella solennità della liturgia si è contraddistinto per quella semplicità che appare la cifra caratterizzante il pontificato di Francesco.

Un boato saluta il Papa quando appare sulla jeep bianca scoperta, per il giro tra i vari reparti della piazza. Lui risponde sorridente e benedicente, mentre sventolano bandiere, soprattutto con i colori bianco-azzurri dell’Argentina ma anche di altre nazioni a testimoniare l’universalità della Chiesa. Un nuovo boato si leva quando fa fermare la papamobile per scendere a baciare sulla fronte un disabile in barella. L’uomo, un marchigiano assistito dall’Unitalsi, nel 1982 incontrò da vicino anche Giovanni Paolo II.

Rientrato in Basilica e rivestiti semplici paramenti liturgici nella cappella della Pietà, Papa Francesco avvia la celebrazione. Il Pontefice scende al sepolcro di San Pietro nelle Grotte Vaticane per sostarvi inginocchiato in preghiera.

Per disposizione del predecessore Benedetto XVI, che oggi celebra la festa onomastica, l’imposizione del pallio e la consegna dell’anello avvengono prima della messa. È il cardinale protodiacono Jean-Louis Tauran a salire alla sede per imporre il pallio di lana bianca con le croci rosse sulle spalle del nuovo Papa, seduto con la mitra sul capo; segue la preghiera del primo dei cardinali presbiteri, Godfried Danneels. Quindi il cardinale decano Angelo Sodano consegna l’anello del pescatore.

Il clima di festa lascia allora spazio al silenzioso raccoglimento. Le letture sono proclamate in inglese la prima — tratta dal libro del profeta Samuele —  e in spagnolo la seconda, presa lettera di san Paolo ai romani. Il salmo 88 è cantato da un bambino, mentre il vangelo secondo Matteo è intonato in greco dal diacono. Al termine i presenti acclamano: Ad multos annos, Padre Santo. E Papa Francesco, deposta la mitra, si alza in piedi e con l’evangeliario in mano, dopo averlo baciato, li benedice in silenzio. Poi legge l’omelia in italiano, scandita dai ripetuti applausi dell’assemblea nei passaggi più significativi.

Dopo la comunione — distribuita da cinquecento sacerdoti — il Vescovo di Roma imparte la benedizione. Dalla piazza si leva il grido «Viva il Papa, viva Francesco» ed echeggiano  lunghi applausi. Si scoglie il clima di raccoglimento, riprende la festa, mentre il canto mariano del Salve Regina — con il Papa che sosta in preghiera davanti alla statua lignea della Vergine collocata sul sagrato —  conclude la solenne celebrazione.

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19 gennaio 2020

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