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​Giustizia e sviluppo sostenibile
per combattere il terrorismo

· ​Il primate anglicano alla John Moores University di Liverpool ·

«Negli ultimi 18 mesi sono centinaia, se non addirittura migliaia, gli anglicani che hanno perso la vita. In tutto il mondo ci troviamo ad affrontare questa triste realtà. I nostri vescovi dialogano con coloro che attaccano, rischiando la propria vita nel dialogo». È quanto ha affermato l’arcivescovo di Canterbury e primate della Comunione anglicana, Justin Welby, durante un convegno svoltosi a Liverpool presso la John Moores University.

«Nel nostro Paese, la Chiesa agisce, non parla soltanto. La Church of England — ha ricordato Welby — ha investito ingenti risorse di persone e di tempo, con il gradito sostegno del Governo che ha varato il Near Neighbours Programme, per cercare di dialogare e aiutare le minoranze. Non siamo ingenui, sappiamo che per affrontare certe situazioni ci vuole tanta determinazione. La comprensione delle reciproche tradizioni e un chiaro approccio alla riconciliazione ci aiuterebbero a trasformare la violenza distruttiva in una sorta di “cortese disaccordo”».
Secondo il primate anglicano, «l’islam non è nostro nemico, ma è una fede con la cui teologia, come cristiano, sono in disaccordo. L’esperienza di centottanta anni di guerra di religione europea dimostra che la differenza teologica o ideologica non va affrontata con la forza ma con il dialogo. Questa è la lezione più importante della pace di Westfalia del 1648».

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18 marzo 2019

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