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​Giustizia e legalità
per assicurare la pace

· ​Il cardinale Parolin in Russia ha incontrato il ministro degli esteri Lavrov ·

Secondo giorno di incontri ufficiali per il segretario di Stato, che dal 21 al 24 agosto è in visita nella Federazione Russa. Nella mattina di martedì 22 agosto il cardinale Pietro Parolin ha incontrato a Mosca il ministro degli Affari esteri Sergiey Lavrov. Al termine della prima parte del colloquio, si è svolta una conferenza stampa durante la quale il porporato ha rilasciato la seguente dichiarazione durante la quale ha detto: “Sono venuto a Mosca per farmi interprete presso i miei interlocutori — oggi il ministro Lavrov e domani il presidente della Federazione russa, Vladimir Putin — della sollecitudine di Papa Francesco sia per la situazione bilaterale tra la Santa Sede e la Federazione Russa che per le questioni e le preoccupazioni nell’ambito internazionale”.

Entrando nel merito degli argomenti al centro del colloquio, il cardinale ha evidenziato come questo sia stato occasione per discutere anche alcune questioni concrete riguardanti la vita della Chiesa cattolica nella Federazione Russa. Riguardo poi alle questioni di interesse internazionale, il segretario di Stato ha ribadito l’auspicio che siano ricercate le soluzioni giuste e durature per i conflitti che affliggono, in particolare, il Medio oriente, l’Ucraina, e varie altre regioni del mondo. “Se, in tali drammatiche situazioni – ha detto - la Santa Sede è più direttamente attiva nello sforzo di promuovere le iniziative volte ad alleviare le sofferenze delle popolazioni, allo stesso tempo esprime il chiaro appello a far prevalere il bene comune, e principalmente la giustizia, la legalità, la verità dei fatti e l’astensione dalla manipolazione di essi, l’incolumità e le dignitose condizioni di vita delle popolazioni civili”. E ha aggiunto: “La Santa Sede, mentre non intende e non può identificarsi con alcuna delle posizioni politiche, richiama il dovere di attenersi rigorosamente ai grandi principi del diritto internazionale, il cui rispetto è imprescindibile sia per proteggere l’ordine e la pace mondiale, sia per il recupero di una sana atmosfera di rispetto reciproco nelle relazioni internazionali”.

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22 novembre 2017

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