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​Giusta ridistribuzione

· ​Accordo tra Italia, Francia e Germania per avviare il progetto di un diritto di asilo europeo ·

A Budapest i migranti prendono d’assalto i treni mentre Orbán accusa Bruxelles

Migranti si contendono una bottiglia d’acqua al confine tra Grecia ed ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia (Ap)

«Una giusta ridistribuzione di centomila profughi è ciò di cui abbiamo bisogno» in Europa affinché «la solidarietà non suoni come un vuoto slogan». Si è espresso in questi termini il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, questa mattina, commentando gli ultimi sviluppi dell’emergenza migranti. «Di fronte alla crisi che stiamo vivendo o c'è una risposta univoca o l’Europa perde la faccia. Di fronte a una crisi che stiamo vivendo l’Europa non è corrente con la propria storia» ha dichiarato il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi. I ministri degli Esteri di Roma, Parigi e Berlino hanno lanciato ieri un appello congiunto all’Unione europea per avviare il progetto di un diritto di asilo europeo. In un documento comune si legge che «un più efficiente sistema del diritto di asilo va di pari passo con una più efficiente politica dei rimpatri dei migranti irregolari a livello europeo». Da Bruxelles intanto riferiscono che il presidente Tusk sta lavorando con gli altri leader per costruire un nuovo consenso tra i Governi sul tema dell’immigrazione. Intanto, ha fatto scalpore ieri la notizia per cui nella Repubblica ceca i poliziotti scrivevano numeri a pennarello indelebile sui polsi dei migranti per identificarli. Oggi un portavoce della polizia ha riferito che la cosa non si ripeterà più, che la misura è stata assunta «in una situazione caotica» e serviva solo a evitare che i bambini fossero separati dalle madri.Si fa sempre più critica la situazione in Ungheria. «I leader europei hanno dimostrato chiaramente di non essere in grado, di non avere la capacità di gestire la situazione» ha dichiarato oggi Viktor Orbán. E nel frattempo, oggi la polizia ungherese ha riaperto la stazione ferroviaria internazionale di Budapest, che è stata immediatamente presa d’assalto dai migranti. La stazione era stata sgomberata e chiusa all’accesso dei profughi due giorni fa.

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19 settembre 2019

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