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Giuseppe Dossetti e il Medio oriente

In Giuseppe Dossetti rivestiva una valenza etica e una responsabilità morale la necessità di «immergersi nella storia» per conoscerla profondamente: non solo la storia della Chiesa, ma anche quella della civiltà e della società civile. Alla luce di questa ferma convinzione si spiega dunque l’interesse del giurista, politico e teologo italiano — un interesse in realtà trascurato o addirittura ignorato dai numerosi studi a lui dedicati — per il Medio oriente, dettato dalla consapevolezza del ruolo nevralgico di questa regione nel più vasto ambito dei delicati equilibri geopolitici internazionali.

E su questo interesse, che in Dossetti subito si tradusse in matura riflessione critica, ha posto un forte accento il convegno, svoltosi un anno fa, Giuseppe Dossetti e il Medio oriente, i cui atti sono stati pubblicati su «Egeria», rivista dell’Istituto superiore di scienze religiose «Beato Gregorio X» di Arezzo, di prossima uscita. La rivista presenta alcuni inediti — con Dossetti che parla, tra l’altro, della guerra del Golfo, dei bombardamenti in Libia, dei massacri a Sabra e a Chatila — che alla luce di quanto sta accadendo oggi rivestono una straordinaria attualità. Nel seguire e valutare le complesse vicende che avevano luogo in quello che definiva «uno dei punti più caldi del pianeta», come ricorda nel suo saggio Enrico Galavotti, dell’università Gabriele D’Annunzio di Pescara-Chieti, Dossetti non mancava mai di riferirsi, nei suoi numerosi scritti, a principi etici e a parametri morali concepiti quale base sui cui poi configurare uno scenario, insieme umano e politico, dove fosse possibile recepire e soddisfare istanze sociali, comporre dissidi e frizioni, e riparare a disparità e ingiustizie. Il tutto perseguito nel segno del costante anelito al bene e alla pace.

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22 febbraio 2020

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