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Giubileo mariano

Una due-giorni di preghiera e di riflessione alla quale hanno preso parte più di 25.000 fedeli da 55 nazioni. Questo è stato il giubileo mariano celebrato sabato e domenica in Vaticano. 

Rettori, cappellani e devoti dei principali santuari dei cinque continenti — da Altötting a Zaragoza — hanno portato i loro gonfaloni insieme con gli stendardi dei comuni di provenienza. Prologo alla messa di domenica mattina è stata la veglia svoltasi sempre in piazza San Pietro con la recita dei misteri gloriosi del rosario davanti all’immagine della Salus populi Romani. La venerata effige cara a Papa Francesco ha chiuso la suggestiva processione che ha preceduto e accompagnato l’arrivo del Pontefice: 94 delegazioni dei santuari hanno sfilato lungo la piazza portando statue, immagini e vessilli, collocati poi sul sagrato della basilica. Di questo «vasto mondo della spiritualità mariana» si è fatto interprete l’arcivescovo Fisichella, presidente del Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, organizzatore del giubileo. Presentando al Papa le delegazioni il presule ha ricordato, in particolare, le sofferenze di Haiti devastata dall’uragano. A dar voce al dolore della popolazione di Aleppo martoriata dai bombardamenti era stato, in precedenza, l’arcivescovo maronita Joseph Tobji, che aveva raccontato la sua esperienza dopo le testimonianze offerte dal rettore di Fátima, Carlos Cabecinhas, e dal redentorista Ronival Benedito dos Reis, impegnato nel servizio pastorale presso il santuario brasiliano di Aparecida fino al 2015.

Il discorso del Papa alla veglia

L’omelia della messa domenicale

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20 giugno 2019

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