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I giovani
chiave del cambiamento

· Seminario promosso dalla Repam ·

Manaus, 31. «I giovani sono la chiave del cambiamento. Devono rendersi conto che sono i leader di oggi, non di domani. Dobbiamo avere il coraggio di vivere e testimoniare il Vangelo di Cristo. Per salvare la Madre Terra e tutti noi dalla distruzione, noi giovani dovremmo prima di tutto essere coscienti della nostra situazione nell’Amazzonia e poi possiamo fare la differenza»: sono parole di Leah Casimero, membro del popolo wapichan, che ha preso parte nei giorni scorsi, con una trentina di giovani cattolici leader di organizzazioni ambientaliste di Bolivia, Colombia, Guiana, Ecuador, Perú, Venezuela e Brasile, a una settimana di formazione per la promozione delle culture e della biodiversità dell’Amazzonia.

Coordinato dal settore formativo e della pastorale giovanile della Rete ecclesiale panamazzonica (Repam), il seminario «Sentieri amazzonici di formazione» si è svolto al centro arcidiocesano Marombà di Manaus (Brasile). Le lezioni teorico-pratiche, interattive e dinamiche, alla luce dell’enciclica Laudato si’, hanno avuto per oggetto temi legati alla realtà locale, culturale, sociale e religiosa dell’Amazzonia. I giovani hanno potuto conoscere meglio la struttura della Repam: espressioni come “Vangelo della creazione” e “Eco-teologia” sono ora familiari.
Vivere all’interno dell’Amazzonia significa affrontare la difficoltà di accedere all’istruzione di base. L’istruzione viene solitamente svolta nelle comunità stesse, dove le scuole, nella maggior parte dei casi, non hanno i requisiti per soddisfare gli standard minimi di insegnamento. Con il progredire dei corsi, adolescenti e giovani si concentrano in comunità più grandi, dove non sempre, però, è facile arrivare.
«Grazie a questo seminario ho sentito riaffermarsi la mia identità, il mio far parte a tutti gli effetti del bioma amazzonico. Ho compreso — ha detto all’agenzia Fides Deivisson Souza, ingegnere agronomo — il contributo specifico che posso dare come giovane leader. Non sono solo in questa missione». «I rapporti di amicizia — ha aggiunto Omar Alvarado, studente di architettura — sono davvero forti, basati sul nostro comune amore per l’Amazzonia e per la strada di Gesù maestro. Siamo arrivati a Manaus avviliti per i danni ecologici che vediamo nei nostri paesi. Condividere le nostre culture, e i percorsi di spiritualità evangelica e di azione — ha concluso — ci ha rincuorato e ha rinnovato la fiducia di poter cambiare il volto dei nostri rispettivi paesi».

A Roma, nel 2019, si ricorda, si terrà un’assemblea speciale del sinodo dei vescovi per la regione Panamazzonica.

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