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Giovani donne

Come sostengono con forza Chiesa cattolica e femminismo della differenza — in una singolare alleanza che continua a sorprendere entrambe le parti — femmine e maschi non sono uguali. E se ciò evidentemente non significa (o non dovrebbe significare) che un sesso valga più dell’altro, implica però che nella pari dignità le differenze ci sono, come dimostrano ormai da decenni biologia, medicina, sociologia, psicologia. Si nasce meravigliosamente differenti e si muore differenti, una diversità presente anche nell’età, delicata e cruciale, della giovinezza. 

Eugène Delacroix«La giovane orfana al cimitero» (1824)

Ed è proprio alle giovani donne che è dedicato questo numero di «donne chiesa mondo», giovani donne che troppo spesso però, tanto dalla società quanto dalla Chiesa, vengono inglobate nella categoria giovani tout court. Eppure, come argomentano gli articoli che seguono, anche in questa fase della vita maschi e femmine non sono sovrapponibili.

Perché se la scrittura autobiografica degli alunni delle scuole medie, come spiega la professoressa Anna Maria Rossi, è diversa — complessa, ricca, creativa e a volte imprevedibile quella delle femmine; sintetica, essenziale, a tratti ripetitiva, quella dei maschi — ciò deve necessariamente riflettere qualcosa delle rispettive identità. Perché se l’identificazione femminile con la religione è più marcata nelle giovani che nei giovani, come racconta Marie-Lucile Kubacki riferendo di un recente studio, ciò non può essere ignorato, o misconosciuto. Di solito la questione delle ragazze, almeno nei paesi occidentali, viene schiacciata tutta sul crollo della natalità, eppure le cose sono molto più complesse. «La vita personale è diventata un aspetto che si cerca di adattare al meglio al piano di carriera» afferma nell’intervista la giovane filosofa francese Marianne Durano. E «le donne sono le grandi perdenti di questa rappresentazione, perché il ritmo delle carriere nella nostra società è opposto a quello del corpo femminile», come conferma nel dibattito sull’esistenza o meno dell’orologio biologico per le donne, illustrato con grande chiarezza, la scienziata Mariella Balduzzi. Quel celebre «maschio e femmina li creò» è veramente qualcosa che non può essere ignorato nemmeno quando parliamo di giovani. (giulia galeotti)

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26 agosto 2019

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