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Giovani artefici dell’incontro tra le culture

· Benedetto XVI ai partecipanti al congresso mondiale di pastorale per gli studenti internazionali ·

L’incontro delle culture nel campo universitario può far crescere «una nuova generazione capace di dialogo e discernimento, impegnata a diffondere il rispetto e la collaborazione per la pace e lo sviluppo». Lo detto il Papa ai partecipanti al terzo Congresso mondiale di pastorale per gli studenti universitari — promosso dal Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti — nel corso dell’udienza svoltasi venerdì mattina, 2 dicembre, nella Sala del Concistoro.

Il Pontefice ha colto l’occasione dell’incontro per riaffermare un principio più volte ribadito: il ruolo fondamentale della cultura nella piena realizzazione dell’uomo come individuo e come comunità. Senza cultura, ha infatti affermato, «l’uomo e la donna non possono raggiungere un livello di vita veramente e pienamente umano». Come naturale conseguenza per Benedetto XVI resta il fatto che «l’incontro delle culture è una realtà fondamentale nella nostra epoca e per il futuro dell’umanità e della Chiesa». Dunque oggi più che mai, ha aggiunto il Papa, la reciproca apertura tra le culture è terreno privilegiato per il dialogo tra quanti sono impegnati nella ricerca di un autentico umanesimo. In particolare nel campo universitario questo incontro dev’essere incoraggiato e sostenuto, avendo come fondamento i principi umani e cristiani, i valori fondamentali.

Dunque gli studenti internazionali svolgono un ruolo importante in seno alla Chiesa. È perciò «importante — ha ribadito il Pontefice — offrire ad essi una sana ed equilibrata preparazione intellettuale, culturale e spirituale, perché non cadano preda della “fuga dei cervelli”, ma formino una categoria socialmente e culturalmente rilevante in prospettiva del loro rientro come futuri responsabili nei Paesi di origine, e contribuiscano a costituire dei “ponti” culturali, sociali e spirituali con i Paesi di accoglienza».

Infine, dopo aver esortato i giovani studenti a conservare il loro patrimonio «di sapienza e di fede, nell’esperienza della vostra formazione culturale all’estero», ha affidato «a Maria, Madre di Gesù, l’impegno e i generosi propositi di quanti si prendono cura dei migranti, in particolare degli studenti internazionali».

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23 ottobre 2019

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