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Giovane manifestante
ucciso in Venezuela

· ​Mentre si apre la campagna elettorale per le presidenziali ·

Ancora violenza in Venezuela. Un ragazzo di 15 anni è morto ieri nello stato di Zulia, nell’estremo ovest del Venezuela. Il giovane è stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco durante le manifestazioni di protesta — che si susseguono da venerdì scorso — contro i continui blackout elettrici. Durante lo scorso fine settimana, le interruzioni di corrente sono durate anche venti ore di seguito in diverse zone del paese. Secondo testimonianze dei familiari, citate dal quotidiano «El Nacional», la vittima, Anderson Olivero Núñez, si trovava dietro una barricata eretta a La Antena, un quartiere popolare di Maracaibo — capitale dello stato di Zulia — quando un uomo a bordo di un pickup ha ripetutamente aperto il fuoco contro i manifestanti. Almeno una ventina, invece, le persone finite in manette, fra le quali il presidente del consiglio municipale di Maracaibo, Carlos Armijo, dirigente del partito dell’opposizione Un nuovo tempo, che poi è stato liberato. L’uomo era stato arrestato dagli agenti del servizio di intelligence venezuelano mentre si preparava per una conferenza stampa. Le proteste si sono moltiplicate in molte zone di Zulia a causa dei blackout, che per il governo sono dovuti ad azioni di sabotaggio dell’opposizione.

Intanto, il capo dello stato, Nicolás Maduro, e il suo principale antagonista, Henri Falcón, hanno iniziato ieri la campagna elettorale in vista delle consultazioni presidenziali del 20 maggio prossimo. Gli aspiranti alla presidenza del paese sudamericano hanno tempo sino al 17 maggio per presentare i rispettivi programmi.

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