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Gioia ecumenica

· ​Preghiera comune al Santo Sepolcro di Gerusalemme ·

«Non è solo un dono per la Terra santa, è un dono per il mondo intero»: Teofilo iii, patriarca ortodosso di Gerusalemme, ha sintetizzato così l’importanza di un evento che questa mattina ha radunato nella basilica del Santo Sepolcro una folla di fedeli insieme alle autorità civili e ai rappresentanti delle diverse comunità cristiane. Un rito ecumenico ha infatti suggellato la conclusione della prima fase dei lavori di consolidamento e restauro dell’edicola della tomba di Gesù. Lavori durati dieci mesi e resi possibili grazie al fondamentale accordo raggiunto tra cattolici, greco-ortodossi e armeno apostolici. Un’intesa ecumenica che è vibrata anche questa mattina nel corso della celebrazione a cui, oltre a Teofilo iii, hanno partecipato i rappresentanti delle Chiese che hanno consentito l’avvio dell’opera: il custode di Terra santa, padre Francesco Patton, e il patriarca armeno di Gerusalemme, Nourhan Manougian. Presenti al rito anche il patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo, l’arcivescovo Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del patriarcato di Gerusalemme dei Latini, il delegato apostolico in Gerusalemme e Palestina, arcivescovo Giuseppe Lazzarotto, che ha letto un messaggio inviato dal cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali. Tra le autorità civili, il primo ministro greco Alexis Tsipras (il governo ellenico è tra i principali finanziatori dell’intervento).

L’incontro di preghiera, animato dai cori delle tre comunità cristiane, si è concluso con la comune recita del Padre nostro. Proprio questo aspetto ecumenico è stato principalmente evidenziato negli interventi dei rappresentanti religiosi. Nel suo discorso, il Custode di Terra santa ha voluto rimarcare che «l’aver potuto realizzare i lavori di conservazione, restauro e riabilitazione dell’edicola del Santo Sepolcro grazie alla collaborazione delle nostre tre comunità ha anche un valore ulteriore: è il segno di una importante crescita di relazioni fraterne tra di noi e tra le nostre comunità, all’insegna della fiducia reciproca e della collaborazione».

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24 gennaio 2020

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