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In gioco il futuro
dell’Ucraina

· A Parigi si apre il vertice formato Normandia per risolvere la crisi nel Donbass ·

Si apre oggi a Parigi il vertice a quattro, secondo il cosiddetto “formato Normandia”, sulla crisi ucraina. Saranno presenti il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Angela Merkel, il presidente russo Vladimir Putin e il presidente ucraino Volodimyr Zelensky. L’obiettivo è compiere importanti passi in avanti nel dialogo per risolvere il conflitto che da cinque anni imperversa nel Donbass, come auspicato ieri all’Angelus da Papa Francesco, che ha promesso preghiere perché il popolo ucraino possa ritrovare pace e giustizia.

Il conflitto nel Donbass — secondo l’Onu — ha causato finora oltre 14.000 morti. Il summit rappresenta un successo dal punto di vista diplomatico perché le trattative erano congelate da tre anni. Secondo la Tass, Putin e Zelensky hanno in programma un incontro bilaterale all’Eliseo al termine del vertice e della conferenza stampa congiunta dei quattro leader. Stando a una fonte dell’agenzia russa, Putin dovrebbe avere incontri bilaterali con Macron e Merkel prima del summit, che dovrebbe durare circa due ore e mezza.

La partita è molto difficile. Fin dal suo insediamento, il presidente Zelensky ha detto che la soluzione del conflitto è la sua priorità e per questo ha aperto al dialogo con la Russia di Putin. Il presidente ucraino ha annunciato di voler discutere soprattutto di tre punti: un nuovo scambio di prigionieri, un cessate il fuoco duraturo e lo scioglimento dei gruppi armati. Tuttavia, nelle ultime ore dal suo ufficio sono arrivati messaggi tesi a mettere un freno alle speranza che a Parigi si possa arrivare a una svolta sostanziale. «La guerra in Donbass non finirà il 10 dicembre» ha scritto ieri su Facebook la portavoce del presidente Julia Mendel. Sabato Zelensky ha incontrato i soldati ucraini sul fronte del Donbass. «Siete voi e solo voi la precondizione per la nostra libertà, la nostra indipendenza e lo sviluppo dell’Ucraina» ha detto il presidente ai militari.

Sulla crisi nel Donbass è intervenuto ieri il nunzio apostolico in Ucraina, monsignor Claudio Gugerotti. «La percezione che abbiamo avuto in questi anni — e continuiamo ad avere — è un’estrema vicinanza di Papa Francesco all’Ucraina» ha detto Gugerotti intervistato da Vatican News. «Naturalmente, attraverso quei mezzi che sono propri del suo pontificato e della sua carica: il grande contributo economico per i poveri creati dalla guerra e questi appelli frequenti a sfruttare bene le occasioni di pace. Quindi si tratta di un gesto inserito in una catena d’oro di questo magistero del Papa che fa molto bene al cuore degli ucraini che molto spesso si sentono soli, un po’ abbandonati, un po’ messi nell’angolo».

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24 febbraio 2020

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