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In gioco il futuro della Siria

· Il vertice di Sochi senza la partecipazione dell’opposizione e dei curdi ·

È iniziato oggi a Sochi il Congresso del dialogo nazionale siriano promosso dal Cremlino. All’appuntamento, che entrerà nel vivo solo domani, non partecipano però né i rappresentanti dei curdi né i delegati della Commissione siriana per i negoziati (Snc), che riunisce i gruppi dell’opposizione. È invece presente l’inviato speciale dell’Onu, Staffan de Mistura.

La sessione plenaria del congresso di Sochi (Epa)

L’obiettivo principale dell’incontro è ufficialmente quello di concordare un meccanismo per stilare una nuova costituzione della Siria. La conferenza è promossa da Mosca, Ankara e Teheran e prevede la partecipazione anche di una delegazione statunitense. I negoziati, come detto, partiranno senza la partecipazione della rappresentanza curda, ovvero i gruppi di miliziani che — con il sostegno aereo statunitense — hanno dato un contributo essenziale per liberare dal sedicente stato islamico (Is) aree cruciali come Raqqa. Proprio queste formazioni curde sono oggi impegnate a combattere con l’esercito turco nelle aree di Afrin e Manbij. Ed è proprio Ankara a essersi opposta fino all’ultimo alla partecipazione dei curdi siriani — considerati legati al Pkk (Partito dei lavoratori del Kurdistan, illegale e terroristico secondo il governo turco) — ai colloqui di Sochi. «Avevamo detto che se continuava la situazione ad Afrin, non potevamo essere presenti a Sochi» ha fatto sapere una fonte delle autorità curde, Fawza Youssef, riferendosi all’iniziativa militare di Ankara.

Sabato scorso, era stata l’opposizione siriana ad annunciare il boicottaggio del congresso di Sochi, dopo l’ennesimo fallimento dei negoziati con il regime di Damasco che si sono svolti sotto l’egida dell’Onu a Vienna. «Il regime punta a una soluzione militare, non mostra la volontà di impegnarsi in seri negoziati politici» ha spiegato Nasr Hariri, il capo negoziatore del Snc.

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