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Gioco di prospettive

· Cinque romanzi in uno ·

Cinque romanzi in uno, una storia che si offre da cinque punti di vista diversi. Altrettante voci che dicono «io» dentro un vissuto plurale riferito a una saga familiare lunga un secolo, il Novecento, in un Giappone lontano (per storia e memoria) e vicinissimo (per sensi e sentimenti umani). In sintesi: cinque racconti lunghi, ognuno di essi impegnato a illuminarci dettagliatamente l’unica trama che regge il libro, ma a non vestirla mai di un senso comune, ma offrircela per esposizioni soggettive, secondo un enigma prospettico e parcellare.

Il memoriale della pace a Hiroshima (Giappone)

«Mia madre parla del film che ha visto ieri con mio padre. È la storia di un amore osteggiato. Un ragazzo e una ragazza si innamorano senza sapere di essere fratellastri».
Aki Shimazaki vive a Montréal (Canada), ma è originaria di Gifu (Giappone), e questo che giunge a noi ora è il suo primo ciclo romanzesco scandito da parti indipendenti e interconnesse assieme: «Camelia», «Vongola», «Rondine», «Non ti scordar di me» e «Lucciola», sotto il simbolico titolo di Il peso dei segreti (Milano, Feltrinelli, 2016, pagine 400, euro 19).
Raccontano via via le loro personali parentesi di vita (che si collocano problematicamente dentro un pressoché medesimo, a volte reiterato materiale narrativo), la figlia unica e sola erede legittima di genitori impegnati in una sartoria; un bambino solo con la madre che lei colloca in un istituto mentre lavora nell’annessa chiesa; una giovane coreana fuggita in Giappone con la madre (che a casa sua era insegnante di economia domestica) e lo zio (un tempo scrittore e giornalista) entrambi profughi indipendentisti; uno studente dell’università di Tokyo che già lavora in un’impresa farmacologica e, infine, una diciannovenne pure lei studentessa universitaria (archeologia) che durante le vacanze lavora in un negozio di fiori.

La storia grande incombe su questi personaggi (e le loro famiglie) con eventi drammatici: il devastante terremoto di Tokyo nel settembre del 1923; l’occupazione forzata della Corea da parte dell’imperialismo giapponese lungo quasi tutta la prima metà del XX secolo; l’uscita del Giappone dalla Società delle Nazioni nell’ottobre 1933; Pearl Harbor nel 1941; lo sgancio di due bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki (il 6 e il 9 agosto del 1945); la resa drammaticamente annunciata dall’imperatore Hirohito pochi giorni dopo.

di Claudio Toscani

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25 agosto 2019

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