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Giocando
con il nemico

· Quando a fine dicembre del 1914 scoppiò una tregua improvvisa ·

Il risultato della recente partita di calcio, giocata la sera dello scorso 17 dicembre, nel piccolo stadio della cittadina di Aldershot, nella contea dell’Hampshire in Inghilterra, non ha occupato le prime pagine di alcun giornale. E non poteva essere che così. 

Lo scrive Andrea Possieri aggiungendo che a sfidarsi sono state due rappresentative di dilettanti, una composta da militari dell’esercito britannico e l’altra da commilitoni tedeschi, con lo scopo di commemorare la leggendaria partita di calcio del Natale del 1914 quando — nel corso della celebre e improvvisa tregua dei combattimenti — i soldati degli eserciti in guerra si affrontarono in una partita nei pressi della località di Saint-Yvon, a Ploegsteert, in Belgio, vicino al confine francese. La tradizione vuole che la partita del 1914 venisse vinta per 3 a 2 dai militi tedeschi. A cento anni di distanza, invece, hanno vinto per 1 a 0 i soldati britannici. Una rivincita? Neanche per idea.

Il risultato sportivo, come detto, non conta nulla. D’altra parte anche il resoconto della partita del 1914 è, come minimo, controverso. Secondo alcune ricostruzioni, ad esempio, la partita fu giocata con un barattolo di latta. Secondo altre, invece, con un vero pallone di cuoio. Non è ben chiaro, inoltre, dove si giocò, né quanti furono i giocatori a solcare l’improvvisato campo sportivo. D’altronde, in questa ridda di ipotesi, c’è anche chi, come Antonio Besana, nell’introduzione a un volume appena uscito, La tregua di Natale. Lettere dal fronte a cura di Alberto del Bono, (Lindau, Torino, 2014, pagine 186, euro 14) — che raccoglie le lettere inviate dalle trincee britanniche, pubblicate da alcuni giornali inglesi, in cui si raccontano gli incredibili eventi del Natale del 1914 — manifesta dei «seri dubbi sul fatto che la partita si sia svolta davvero».

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20 agosto 2019

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