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Giò e i dinosauri

· La storia di un bambino con la sindrome di down raccontata dal fratello ·

Il libro è stato letto da una classe di liceo e il confronto che ne è seguito è stato ricchissimo

Giacomo Mazzariol, classe 1997, nel 2015 carica su YouTube, The Simple Interview, intervista al fratello Giovanni, affetto dalla sindrome di down. Il video è un invito a imparare a essere se stessi, senza filtri, a guardare il mondo da prospettive diverse, a rendere semplice il cambiamento, come semplice è l’intervista a Giò.

Il video diventa un romanzo, Mio fratello rincorre i dinosauri (Torino, Einaudi, 2016, pagine 176, euro 16,50) che raccoglie, in un certo senso, i retroscena di quel video, l’origine della palpabile complicità tra i due fratelli. Abbiamo proposto a una classe prima liceo la lettura del libro di Giacomo Mazzariol, per parlare di disabilità da una prospettiva diversa, quella di un bambino e poi giovane adolescente che, in una sorta di diario, mette a nudo con spontaneità e naturalezza sentimenti e inquietudini del suo passaggio dall’infanzia all’adolescenza.

Giacomo e Giovanni Mazzariol(con dinosauro)

Giacomo comincia a immaginare suo fratello e a costruire il suo rapporto con lui quando Giovanni non è nemmeno nato. E anche la parola down, per lui vuota e priva di significato, darà adito alla sua fervida immaginazione di bambino, a pensare a un fratello con i superpoteri con cui realizzare imprese eroiche.

Poi arriva Giovanni in carne e ossa, con i suoi ritmi lenti, la sua particolare nozione di tempo, i suoi occhi a mandorla, la sua passione per i dinosauri, ed è con lui che Giacomo dovrà fare i conti.

Nel momento critico delle scuole medie, Giacomo si vergogna di lui e lo cancella dalla sua vita: per molto tempo non rivelerà a nessuno della sua esistenza. Addirittura un giorno, al parco, non riuscirà a difendere il fratello importunato da un gruppo di teppisti della sua scuola: come Pietro, che rinnega per tre volte Gesù, anche Giacomo resta inchiodato alla panchina, come se quel ragazzo non fosse suo fratello, anzi, come se nemmeno vedesse davanti a sé un ragazzo in difficoltà.

Ma come Pietro si vergogna, piange e ha l’umiltà di ammettere i suoi peccati, così quel giorno cambia qualcosa nel cuore di Giacomo e, piano piano, l’imbarazzo e la vergogna si lasciano travolgere dall’allegria di Giovanni. Finalmente Giacomo si sente libero di amare suo fratello alla luce del sole, di divertirsi con lui e, perché no, di arrabbiarsi anche. E, sempre, di guardare la vita con i suoi occhi.

Superata la burrasca dell’adolescenza, Giacomo ritorna alla purezza dei suoi cinque anni, quando per lui avere un fratello significava avere un compagno di avventure, la parola down si è nuovamente svuotata dai pregiudizi ed è rimasto Giò, con la sua splendida famiglia e la passione per i dinosauri.

Gli studenti a cui abbiamo proposto la lettura conoscevano già il video dei Mazzariol e hanno accettato con entusiasmo e curiosità la lettura del romanzo di cui hanno apprezzato in primo luogo il linguaggio e lo stile. Hanno percepito la vicinanza anagrafica con l’autore e hanno amato la capacità di esprimere sentimenti che sono anche i loro. Si è discusso del libro a lungo in classe, ma non di Giovanni in particolare o della sindrome di down.

Ogni ragazzo ha raccontato la sua esperienza, a scuola o in famiglia, e colpisce che, senza filtri come Giò, non esitino a ridere ripensando ad aneddoti che hanno visto protagonisti i loro amici con disabilità. Più a lungo si è parlato di adolescenza e del desiderio di essere accolti dal gruppo dei pari. Giovanni non sarebbe stato per nessuno di loro un problema, come non lo è stato per Brune e Scar, gli amici di Giacomo quando, in maniera del tutto casuale, un pomeriggio scoprono della sua esistenza e, senza chiedere nulla, iniziano a suonare e a giocare con lui.

I protagonisti del dibattito in aula sono stati Giacomo e la sua famiglia. In questo momento delicato della vita i ragazzi desiderano solo essere accettati dal gruppo e per questo sentono di dover essere giusti: indossare gli abiti giusti, ascoltare la musica giusta, avere un giusto approccio alla scuola (un rapporto normalmente distaccato e disinteressato) e sono stati solidali con Giacomo quando questi non ha rivelato alla classe i suoi veri gusti musicali. Comprendono perché, quel giorno al parco, non sia riuscito a muovere un dito per suo fratello, condividono il desiderio inconscio di essere invisibili, di soffocare la loro personalità, di reprimere la loro meravigliosa unicità.

Gli studenti hanno amato molto la famiglia Mazzariol, l’amore incondizionato e oggi raro che lega i genitori, la gioia con cui hanno accolto Giovanni: mai si legge di un momento di sconforto, che, seppure c’è stato, non si è fatto percepire ai figli. La famiglia Mazzariol è una squadra compatta che, nell’affrontare la vita con Giò, non si è imposta traguardi, ma si è lasciata guidare da lui nella difficile strada della crescita. Con stupore i ragazzi hanno notato che quasi tutti i discorsi, anche i più importanti, avvengono in cucina, luogo di condivisione e di riunione della famiglia. E tutte le domande dei figli non mettono mai in angoscia i genitori, che dicono loro la verità sempre, semplicemente.

Questo libro ha insegnato agli studenti il valore della leggerezza e dell’ironia, che dominano nel libro, nel video e, supponiamo, nella vita della famiglia Mazzariol. Ha insegnato loro che guardare le cose da un punto di vista differente significa cominciare a vedere che, come Giovanni, tutti hanno dei limiti, delle cose che non si sanno fare. Infine, speriamo, abbia mostrato loro l’importanza della unicità, della bellezza di essere tutti irrimediabilmente diversi e imperfetti e, in ogni caso, straordinari.

Quando Giacomo lo ha capito e ha smesso di concentrarsi sul giudizio degli altri e a vedere realmente suo fratello, senza cercare di trasformarlo in quello che non avrebbe mai potuto essere, allora sono diventati amici inseparabili.

di Angela Mattei

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18 marzo 2019

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