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Giganti cercansi

· ​Nell’ultimo libro di Stefano Lorenzetto ·

Pubblichiamo brani tratti dal libro Giganti. Italiani seri nel Paese del blablà (Venezia, Marsilio, pagine 396, euro 19). L’autore, intervistatore eccellente, è andato in cerca di personaggi comuni ma di non comune valore: la mamma di una ragazza morta suicida che ha già aiutato sessantamila genitori cui è toccato lo stesso dramma, un’altra donna, cieca, diventata nonna di 15.123 nipoti che dovevano essere abortiti, un manager che soccorre i detenuti cinesi, un pittore privo di braccia che si guadagna da vivere dipingendo con la bocca, una povera per scelta che da quindici anni non tocca denaro, un chirurgo operatore di casi impossibili, un appassionato che fa rivivere borghi abbandonati, un oncologo che si è fatto arrestare per amore dei malati.

Michelangelo,  «David» (tra il 1501 e l'inizio del 1504 particolare del viso)

Questo mondo di pigmei mi sgomenta. Cerco intorno a me qualche watusso e non lo trovo, né scorgo il suo profilo all’orizzonte. Nella Genesi si narra: «C’erano sulla terra i giganti a quei tempi — e anche dopo — quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi». Giganti, dove siete finiti? È mai possibile che foste così numerosi prima del diluvio universale e oggi non resti traccia di voi sulla faccia del pianeta, specialmente in quella minuscola porzione di esso chiamata Italia? Sono io che non riesco a vedervi o debbo davvero considerarvi estinti del tutto? Non so darmi una risposta.

Eppure continuo a inseguirvi, fin dal mattino, appena sveglio: ogni volta che mi capita di parlare con qualcuno, mentre sfoglio i giornali e vedo i tiggi, quando penso all’avvenire dei miei figli. Vorrei salirvi in groppa per sentirmi piu alto, additarvi come modelli da seguire. Avrei bisogno di attingere alle vostre menti, di nutrirmi del vostro esempio, di specchiarmi nei vostri occhi. Niente. Non ci siete. Scomparsi.

Leggo di una ricerca internazionale apparsa su «Plos One», rivista scientifica pubblicata in California dalla Public library of science. A 7mila studenti universitari di 37 Paesi e stato chiesto chi siano, a loro giudizio, gli eroi della storia mondiale. Al primo posto si è classificato Albert Einstein. In seconda posizione, Madre Teresa di Calcutta. In sesta, Gesù Cristo, evidentemente reputato meno inarrivabile degli altri due. Tre morti, comunque (uno risorto, dicono). Ma fra i viventi? Nessuno.

Mi chiedo: se anziché nel 1956 fossi venuto al mondo nel 1996, oggi in chi dovrei identificarmi?

Negli anni Sessanta — pensate che magnifico imbecille sono stato — m’identificavo in Stefano Nutrizio, detto Nino, classe 1911, un giornalista che aveva fondato a Milano, quattro anni prima che io nascessi, un quotidiano del pomeriggio, «La Notte».

Spendevo i pochi spiccioli della mancia settimanale per leggere tutti i giorni l’editoriale che questo direttore d’altri tempi cominciava in prima pagina con quattro righe, cinque al massimo, e poi faceva girare in seconda. Un controsenso, dal punto di vista giornalistico: è opportuno che i fondi, per comodità del lettore, non proseguano all’interno. In realtà uno stratagemma per far aumentare la golosità: ti coglieva una voglia irrefrenabile di voltare subito il foglio per capire dov’è che Nutrizio sarebbe andato a parare. In fin dei conti non faceva altro che applicare la lezione del suo quasi coetaneo Indro Montanelli: «Se con le prime cinque righe catturo l’attenzione di chi mi sta leggendo, sono sicuro di portarmelo sino alla fine».

Ricordo che ritagliai dalle pagine della Notte due piccoli loghi che precedevano i pezzi piu importanti, formati da una riproduzione della testata e dalla dicitura «Nostro inviato», e li incollai sulle portiere di un modellino di Ford Taunus color amaranto della Politoys. Con quell’auto di servizio, viaggiavo nella fantasia, mi sentivo già giornalista. Raggiunta l’età della ragione, decisi di abbracciare la professione dello scriba solo perché volevo diventare come Nutrizio.

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21 agosto 2019

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