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Giardini al posto dei deserti

· I lavori dell'assemblea generale di Caritas internationalis ·

I deserti della povertà e l’acqua della Caritas, che dà vita ai luoghi aridi del mondo, che fa crescere giardini. Da una parte le vittime dei disastri naturali, i sopravvissuti alle guerre, i migranti che affrontano viaggi drammatici in cerca di una vita migliore, dall’altra le «risorse spirituali illimitate» che consentono di stare fianco a fianco, mano nella mano con i più poveri.

Domande e risposte al centro dell’assemblea generale di Caritas internationalis, apertasi mercoledì 13 a Roma, dopo la celebrazione eucaristica di martedì pomeriggio in San Pietro con Papa Francesco. «Questa — ha detto il cardinale presidente Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga nel discorso inaugurale — è una settimana in cui creiamo l’energia e l’entusiasmo che ci daranno la forza e la determinazione per affrontare le sfide future». Possono servire da guida, ha detto il cardinale, due «luci»: quella dell’arcivescovo salvadoregno Óscar Romero, presto beato («nel sangue versato nel nome dei poveri risiede la nostra forza per continuare la lotta contro la povertà e l’ingiustizia»), e quella di Papa Paolo VI, padre fondatore della confederazione Caritas, la cui «visione a lungo termine di una risposta cattolica unitaria alle tenebre che affliggono la vita di tanti nostri fratelli e sorelle è il cemento che ci tiene insieme». E poi Papa Francesco: «Lui — ha osservato il porporato — ci sta dando l’opportunità di mostrare segni più evidenti della presenza di Dio e della sua vicinanza ai poveri e ai sofferenti nel mondo».

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21 marzo 2019

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