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Giappone, torna l’incubo del terremoto

· Nessun nuovo danno alla centrale nucleare di Fukushima ·

La forte scossa sismica (di magnitudo 7,4 sulla scala Richter) che ieri ha fatto di nuovo tremare il Giappone nordorientale ha provocato almeno 4 morti e oltre 140 feriti, secondo un primo bilancio della Protezione civile nipponica. Un allarme maremoto è subito rientrato. Nella prefettura di Miyagi, una tra quelle più colpite dal terremoto dell’11 marzo scorso e dal successivo tsunami, si sono verificate perdite di acqua dalla centrale nucleare di Onagawa. La compagnia Tepco, che oltre all’impianto di Onagawa gestisce anche quello disastrato di Fukushima, ha precisato però che i livelli di radiazioni al di fuori dello stabilimento non hanno fatto registrare variazioni. A Rokkasho, nella prefettura di Aomori, l’alimentazione esterna è stata interrotta alla struttura di riprocessamento del combustibile nucleare esaurito della Japan Nuclear Fuel.

L'evento sismico — il più violento dopo la terribile scossa di magnitudo 9 di circa un mese fa — non ha causato anomalie alla centrale di Fukushima, dove gli sforzi sulla messa in sicurezza dei reattori vanno avanti tra numerosi ostacoli. Per precauzione, tutto il personale è stato però fatto sgomberare. Dopo poche ore gli operai e gli ingegneri sono stati ridispiegati nei lavori in programma, tra cui la continuazione dell’iniezione di azoto nel reattore numero 1 per scongiurare l’ipotesi di esplosione dell’idrogeno. Il terremoto è stato sentito anche nella capitale, dove i grattacieli hanno oscillato per molti secondi.

Citando fonti del Governo di Tokyo, l’agenzia di stampa nipponica Jiji Press ha detto oggi che il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, potrebbe visitare le zone terremotate del nordest nel corso della sua visita ufficiale in Giappone, dal 17 e 18 aprile prossimi, volta a rafforzare la cooperazione bilaterale. Clinton discuterà con il premier, Naoto Kan, e con il ministro degli Esteri, Takeaki Matsumoto, come affrontare la grave crisi nucleare e gli sforzi per la ricostruzione. Gli Stati Uniti — rilevano le agenzie di stampa internazionali — hanno garantito sostegno al Giappone, mobilitando circa 20.000 persone, 140 aerei e oltre 20 navi militari per l’assistenza umanitaria e i soccorsi.

Nonostante le continue scosse sismiche, la compagnia automobilistica Toyota riprenderà il 18 aprile le attività in tutti i suoi impianti sparsi nell’arcipelago. Lo ha reso noto il numero uno del gruppo, Akio Toyoda, spiegando che la produzione interesserà anche gli stabilimenti delle prefetture di Iwate e Miyagi, duramente colpiti dal doppio tragico evento dell’11 marzo scorso. Alla Borsa di Tokyo il titolo della Toyota è subito salito dell’1,36 per cento.

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08 dicembre 2019

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