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Gheddafi sceglie la guerra aperta

· L’Onu chiede la fine degli attacchi indiscriminati contro i civili ·

È ormai guerra aperta in Libia, con le forze fedeli a Gheddafi impegnate nella riconquista di alcune città-chiave dove si contano nelle ultime ore decine di vittime. Anche oggi i governativi hanno compiuto raid aerei e bombardato con i carri armati, avanzando verso est. E mentre il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha chiesto oggi al regime libico la fine degli attacchi indiscriminati contro i civili e messo in guardia Tripoli che qualunque violazione del diritto internazionale sarà portata dinnanzi alla giustizia, il ministro degli Esteri francese, Alain Juppè, durante una visita in Egitto, ha detto che un intervento militare internazionale in Libia avrebbe effetti del tutto negativi.

Il segretario generale dell’Onu ha nominato un ex ministro degli Esteri giordano, Abdelilah Al Khatib, come suo inviato speciale in Libia perché avVII consultazioni urgenti con le autorità di Tripoli e nella regione per affrontare la situazione umanitaria. Il segretario della Lega araba, Amr Mussa, ha auspicato che il colonnello Gheddafi avVII immediatamente un processo di riconciliazione con il suo popolo, aggiungendo però che probabilmente il popolo non lo accetterebbe.

L’Italia ha già avviato, seppur in maniera discreta, contatti con il Consiglio nazionale libico: lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ricordando che in questi giorni è in atto «quasi una corsa» per incontrare il nascente Governo transitorio, formato dagli insorti a Bengasi. «I britannici ci hanno provato, ma il Consiglio ha detto ci rifiutiamo di incontrarli». Ieri, infatti, un team di diplomatici britannici, così come il commando di forze speciali inviato per proteggerlo, sono stati fermati dagli insorti libici e dopo negoziati sono stati liberati ma costretti a lasciare il Paese.

I media di regime parlano di vittorie ad Al Zawiyah, Ras Lanuf, Misurata e Tobruk e annunciano che l’esercito prosegue la sua marcia trionfale verso Bengasi, la roccaforte dei ribelli. Gli insorti resistono a caro prezzo e ieri al termine di una durissima giornata di battaglie, hanno annunciato di tenere ancora sotto controllo Ras Lanuf e Misurata. Ma oggi i ribelli avrebbero lasciato il fronte di Ras Lanuf, importante terminale petrolifero libico. Lo riferisce un corrispondente dell’Afp, precisando che nei pressi di Bin Jawad è stato anche avvistato un aereo militare in rotta verso ovest, dove le milizie filogovernative hanno le loro roccaforti. E, per la prima volta, questa mattina l’aviazione di Gheddafi ha bombardato Agedabia, una delle principali città della Cirenaica in mano ai ribelli: lo ha riferito l’emittente satellitare Al Jazeera, che ha sede nel Qatar, citando proprie fonti del posto. Agedabia, situata più a est rispetto a Brega, ha tra l’altro la funzione di retrovia rispetto al fronte avanzato che gli insorti stanno cercando di spostare verso ovest, in direzione di Sirte.

A Tripoli, dove ieri la televisione di Stato ha annunciato tagli alle imposte e non meglio precisate riforme per festeggiare la vittoria sui terroristi, si è combattuta per circa due ore nella notte una misteriosa quanto intensa battaglia a colpi di armi automatiche e di artiglieria pesante. All’alba però è stata un’esplosione di gioia con l’annuncio della televisione delle vittorie militari e di un accordo tra il regime e alcune tribù che spianerebbe la strada alle truppe di Gheddafi per una offensiva nella Cirenaica ribelle.

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19 ottobre 2019

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