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​Gesù a Oxford

· ​Spenta la polemica che ha scosso il Balliol College ·


Si doveva trattare della solita settimana d’integrazione per i nuovi arrivati, come avviene in tante storiche università britanniche. Stesse regole, stesso andamento, sotto l’impulso delle Common rooms, associazioni studentesche con il compito di agevolare la vita sociale degli alunni. Come ogni anno, in questo inizio di ottobre, il prestigioso Balliol College — che fa parte dell’università di Oxford — si preparava ad accogliere gli studenti di primo anno quando alcune dichiarazioni di uno degli organizzatori hanno suscitato scalpore all’interno dell’università, e anche al di fuori. 

La facciata del Balliol College

Secondo il vice-presidente del comitato degli studenti del Balliol, Junior Common Room, in effetti andava esclusa dalla settimana di accoglienza l’associazione studentesca Christian Union. Il motivo? La sua presenza sarebbe stata «alienante» per gli studenti di altre religioni, una sorta di «micro-aggressione». Se un rappresentante della Christian Union fosse stato presente su uno stand nel corso della settimana — aveva aggiunto Freddy Potts — questo avrebbe potuto creare «un danno potenziale» ai nuovi undergraduates, che rischiavano di non sentirsi «benvenuti». In particolare, riteneva che questa tradizione storica della settimana d’integrazione poteva essere «un pretesto per l’omofobia e per certe forme di neo-colonialismo».
Inizialmente, quindi, il comitato della Junior Common Room voleva che la settimana fosse uno «spazio laico», spiegando che, visto che «non si poteva garantire uno stand per tutte le espressioni religiose», gli studenti appartenenti ad altre religioni potevano «soffrire» se la loro fede non fosse stata rappresentata. Ai rappresentanti della Christian Union è stato quindi vietato di essere presenti di persona e di distribuire opuscoli.
È la goccia che fa traboccare il vaso: l’atteggiamento del comitato della Junior Common Room provoca un contraccolpo tra studenti, alcuni dei quali criticano questa decisione che considerano «violazione della libertà di espressione». Potts reagisce allora a queste proteste dando il suo accordo per uno stand “multi-fedi”, con informazioni relative alle diverse espressioni religiose dell’università.
Alcuni osservatori hanno denunciato il carattere sconcertante, nonché paradossale dell’atteggiamento del comitato della Junior Common Room. La decisione di escludere la Christian Union «è davvero strana, si tratta di intolleranza in nome dell’inserimento»: così si è espressa Joanna Williams, docente e autrice di Academic Freedom in an Age of Conformity (2016). «Dicono: la vostra società religiosa non è benvenuta qui. In sostanza dicono alla Christian Union che non è consentito di reclutare nuovi membri».
Oltre a queste osservazioni e alla condanna di numerosi studenti del Balliol College, alcune voci si sono elevate per ricordare il legame storico tra religione e università in Gran Bretagna. «La libertà di religione è un principio fondamentale che sostiene il nostro paese, le sue grandi istituzioni e università», spiega all’Osservatore Romano il reverendo Nigel Genders, responsabile dell’educazione per la Church of England. Del resto, proprio il Balliol College è stato creato nel 1263 da Jean de Bailleul, signore scozzese di origine francese, sotto l’egida del vescovo di Durham.
Infine, di fronte a questa pioggia di critiche, il 9 ottobre, gli studenti del Balliol College hanno votato e pubblicato una mozione che condanna il comitato della Junior Common Room per «proibizione della partecipazione di specifiche organizzazioni a carattere religioso». E la vicenda si conclude quindi positivamente per la Christian Union, che si dimostra ottimista. «Siamo lieti che il problema sia stato risolto in modo consensuale nell’ambito del Balliol College al termine di un dialogo costantemente amichevole tra la Christian Union del Balliol e il comitato degli studenti», sottolinea la Oxford inter-collegiate Christian Union, contattata dall’Osservatore Romano. Stesso compiacimento da parte del portavoce del Balliol College, soddisfatto che «gli stessi studenti abbiano ora risolto questo problema. In conseguenza della mozione — conclude — alla Christian Union è stata offerto uno stand per le prossime settimane di accoglienza».

di Charles de Pechpeyrou

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09 dicembre 2019

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