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Gesù in città

· Una Chiesa missionaria sulle orme di Paolo VI ·

Francesco delinea la figura di una Chiesa missio-centrica, centrata sulla realizzazione della missione di Cristo. Presenta, pertanto, un’ecclesiologia pastorale nella quale si nota il forte influsso che l’esortazione Evangelii nuntiandi (En) esercita su di essa.

Mario Sironi, «Paesaggio urbano» (Milano, Pinacoteca di Brera, 1940-1941)

Lo scrive Carlos María Galli nel libro Dio vive in città (Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2014, pagine 407, euro 22) del quale anticipiamo uno stralcio. Quel magistrale documento di Paolo VI, aggiunge, pose al centro della missione evangelizzatrice il Popolo di Dio: «La Chiesa esiste per evangelizzare» (En 14). Il primo capitolo espone «la trasformazione missionaria della Chiesa» con diverse espressioni innovatrici (Evangelii gaudium [Eg] 19-51). La frase «una Chiesa in uscita» (Eg 20-24) riflette il suo appello a essere una Chiesa statica, basata su Cristo e l’uomo, in esodo per annunciare il Vangelo.

L’attenzione posta sulla missione concorda pienamente con la visione papale di ciò che è un cristiano presentata a Rio: «Il discepolo-missionario è un de-centrato: il centro è Gesù Cristo che convoca ed invia. Il discepolo è inviato alle periferie esistenziali». Secondo il Papa anche il gesuita vive in tensione dinamica verso la missione. Lo afferma Francesco a proposito di san Pietro Favre: «solamente se si è centrati in Dio è possibile andare verso le periferie del mondo».

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20 ottobre 2019

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