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Per Gerusalemme
appello alla moderazione e al dialogo

· All’Angelus il Pontefice ricorda le violenze nella Città santa e chiede di pregare per la pace ·

Un accorato appello alla moderazione e al dialogo per Gerusalemme è stato lanciato dal Papa all’Angelus di domenica 23 luglio. Dopo aver confidato di seguire «con trepidazione le gravi tensioni e le violenze di questi giorni» nella Città santa, Francesco ha invitato i fedeli presenti in piazza San Pietro a unirsi a lui «nella preghiera, affinché il Signore ispiri a tutti propositi di riconciliazione e di pace».

Un gruppo di donne palestinesi in preghiera all’esterno della città vecchia di Gerusalemme (Reuters)

In precedenza, il Pontefice aveva commentato il vangelo domenicale (Matteo 13, 24-43) dedicato alle tre parabole con cui «Gesù parla alle folle del Regno di Dio». Soffermandosi in particolare sulla prima, quella del grano buono e della zizzania, ha spiegato che essa «illustra il problema del male nel mondo e mette in risalto la pazienza di Dio». Infatti, «con questa immagine, Gesù ci dice che in questo mondo il bene e il male sono talmente intrecciati, che è impossibile separarli ed estirpare tutto il male. Solo Dio può fare questo, e lo farà nel giudizio finale». Dunque è nel «campo della libertà dei cristiani» che «si compie il difficile esercizio del discernimento fra il bene e il male». E, ha proseguito nella sua riflessione, «in questo campo si tratta di congiungere due atteggiamenti apparentemente contraddittori: la decisione e la pazienza». La prima, «è quella di voler essere buon grano e quindi prendere le distanze dal maligno». La seconda «significa preferire una Chiesa che non teme di sporcarsi le mani lavando i panni dei suoi figli, piuttosto che una Chiesa di “puri”, che pretende di giudicare prima del tempo chi sta nel Regno di Dio e chi no». Del resto, ha fatto notare il Papa, «il Signore ci aiuta a comprendere che il bene e il male non si possono identificare con territori definiti o determinati gruppi umani: “Questi sono i buoni, questi sono i cattivi”». Al contrario, ha aggiunto, «la linea di confine tra il bene e il male passa nel cuore di ogni persona, di ognuno di noi». Per questo, ha concluso, Dio «ci ha dato la Confessione, perché abbiamo sempre bisogno di essere perdonati dai nostri peccati».

L’Angelus del Papa

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19 settembre 2019

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