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Generazione
senza identità

· I bambini e l’accesso allo sviluppo ·

I bambini sono sempre più esclusi dall’innovazione e dal progresso. E questo non permette loro di esercitare alcuni diritti fondamentali, rendendoli così vittime di discriminazione, terribili violenze e continui sfruttamenti.

È questo il quadro che emerge dal nuovo rapporto dell’Unicef dal titolo Reimagine the Future, lanciato oggi in occasione del venticinquesimo anniversario della Convenzione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Come si legge nel documento, «ogni giorno i diritti di milioni di bambini vengono violati: basti pensare che nel mondo il venti per cento dei bambini, quelli più poveri, ha il doppio delle probabilità di morire prima dei cinque anni rispetto al venti per cento dei bambini più ricchi; inoltre quasi un bambino su quattro nei Paesi meno sviluppati è coinvolto nel lavoro minorile e milioni subiscono sistematicamente discriminazioni, violenze fisiche e sessuali, abuso e incuria». Un quadro drammatico, dunque, che rischia di cancellare un’intera generazione. E cancellare in senso letterale: a causa delle disparità milioni di bambini non sono e non saranno mai registrati all’anagrafe e non godranno mai dei diritti e dei benefici che questo comporta. «Il 79 per cento dei bambini più ricchi sotto i cinque anni sono stati registrati alla nascita; invece solo il 51 per cento di quelli più poveri gode del diritto ad avere un’identità ufficiale» si legge nel rapporto. «E mentre l’ottanta per cento dei bambini che vivono in città è registrato, questo è vero solo per la metà di quelli che vivono in campagna». Tali disparità si ripercuotono anche sul piano dell’accesso ai canali dell’istruzione.

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15 ottobre 2019

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