Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

​Gelo per i profughi

· ​Neonato siriano muore assiderato in un campo in Turchia ·

Migranti al largo di Lesbo (Ap)

Uno dei tanti fattori mortali della drammatica condizione di profughi e migranti, in questo caso il gelo, ha provocato ieri l’ennesima vittima di questa tragedia epocale. Un neonato siriano è morto assiderato in un campo profughi nei pressi della capitale turca Ankara, nel distretto di Cankaya. Faris Khidr Ali, questo il nome del bambino di appena trentasei giorni di vita, viveva con la sua famiglia in una tenda di nylon in una zona dove le basse temperature, il gelo e la neve non perdonano. Nell’accampamento di Cankaya nella notte tra giovedì e ieri la temperatura era scesa fino a 20 gradi sotto zero. L’agenzia di stampa Cihan, nel riferire della tragedia, ha detto che i soccorsi, una volta chiamati, non sarebbero riusciti a raggiungere immediatamente la zona a causa delle strade ghiacciate. Quando il piccolo è arrivato in ospedale era ormai troppo tardi. L’agenzia Cihan ha anche pubblicato alcune fotografie, che mostrano anche le condizioni disperate in cui vivono i suoi familiari: la loro tenda è infatti circondata dalla neve, per nulla equipaggiata di fronte al gelo, mentre i profughi appaiono abbigliati con vestiti leggeri, senza guanti alle mani e con scarpe che si potrebbero definire estive. A inizio gennaio un altro piccolo profugo siriano di quattro mesi era morto di freddo in un campo nella provincia sudorientale turca di Batman. E intanto cresce il drammatico numero dei morti in mare nel tentativo di raggiungere le coste europee. Sono dieci i profughi, compresi cinque bambini, annegati in un nuovo naufragio, oggi, nell’Egeo. La Guardia costiera turca, che ha tratto in salvo 53 persone, non ha precisato se ci siano dispersi. L’imbarcazione dei profughi, provenienti da Siria, Afghanistan e Myanmar, si è rovesciata al largo delle coste della provincia di Canakkale mentre tentava apparentemente di raggiungere l’isola greca di Lesbo. Due giorni fa, 24 profughi, compresi dieci bambini, erano morti in un naufragio al largo dell’isola greca di Samos. In questo primo mese del 2016 sono già oltre duecentocinquanta i morti nel Mediterraneo.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

19 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE