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Geithner al Congresso lancia l'allarme fallimento

· Richiesto un innalzamento del tetto del debito ·

Il Congresso deve agire rapidamente e approvare l’aumento del tetto del debito entro il primo trimestre, altrimenti il rischio è il default, che sarebbe «più doloroso della crisi del 2008-2009». Il segretario al Tesoro americano, Timothy Geithner, si rivolge direttamente al Congresso per lanciare l'allarme in un momento delicatissimo del mandato di Barack Obama.

La risposta repubblicana non si è fatta attendere, con lo speaker della Camera, John Boehner, che ha ribadito la posizione repubblicana: ogni eventuale aumento del tetto legale dell’indebitamento dovrà essere accompagnato da tagli alla spesa. «L’America non può fare default sul proprio debito e non può — ha spiegato Boehner — continuare a finanziarsi così aggressivamente mettendo un’ipoteca sul futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti». L’obiettivo dei repubblicani è quello di riportare la spesa pubblica ai livelli del 2008. La Camera a maggioranza repubblicana ha approvato, nel suo primo giorno di attività, una risoluzione che prevede un taglio del budget operativo della Camera pari al cinque per cento, per un risparmio di 35 milioni di dollari. «È un primo passo» ha commentato Boenher.

In una lettera inviata ieri al leader della maggioranza in Senato, Geithner ha messo in guardia sull’eventualità che il debito americano possa raggiungere il tetto attualmente in vigore, e pari quasi 14.300 miliardi di dollari, fra il 31 marzo e il 16 maggio. Non agire nell’innalzare il debito causerebbe un default di fatto, il primo nella storia. E un «default, anche se breve, avrebbe conseguenze catastrofiche, in grado di pesare per decenni; conseguenze potenzialmente più negative di quelle della crisi finanziaria 2008/2009». Non agire, dunque, «sarebbe irresponsabile»

Geithner ha precisato che, se la soglia non sarà ritoccata, il Tesoro avrà un margine di azione di poche settimane prima di rimanere in panne, e potrebbe trovarsi ad assumere decisioni difficili, come la sospensione dei pagamenti. Nel febbraio 2010 il Congresso ha alzato il tetto del debito, fissato legalmente al fine di contenere la spesa, a 14.290 miliardi di dollari. Dall’inizio della crisi il Congresso ha dovuto più volte rivedere al rialzo la soglia, che negli anni ultimi settant'anni è stato aumentata oltre 90 volte. «Rischiamo di raggiungere entro il 31 marzo il tetto massimo dell'indebitamento fissato per legge e di non essere più in grado di rispettare i nostri obblighi» ha sottolineato Geithner.

Il presidente Obama riceverà il prossimo 19 gennaio, a Washington, il presidente cinese, Hu Hintao. La Cina è il maggior creditore estero degli Stati Uniti e non è escluso che i due, oltre che sui tassi di cambio, si soffermino anche sullo stato di salute delle finanze pubbliche americane. Alla lotta al deficit e al debito — dicono fonti di stampa — Obama dedicherà il prossimo discorso sullo Stato dell’Unione. Il Congressional Budget Office ha messo in guardia i repubblicani che intendono proporre l’abolizione della riforma sanitaria: agire in questo senso significherà appesantire ulteriormente il deficit.

I rappresentanti del Tea Party hanno lanciato ieri critiche alla riforma di Wall Street e presentato un progetto di legge per abrogarla. L’iniziativa porta la firma di Michele Bachmann, numero uno dei Tea Party alla Camera. La riforma «distrugge l'occupazione e va abolita» ha spiegato Bachmann, criticando aspramente il fatto che il piano non includa Fannie Mae e Freddie Mac, i due colossi del credito ipotecario americano nazionalizzati durante la crisi.

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