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A garanzia dell'uguaglianza

· Polemiche in Indonesia sulla proposta di rimuovere la religione dalle carte d’identità ·

Togliere dai documenti di identità dei cittadini l’indicazione del credo religioso.

È questa la proposta lanciata nei giorni scorsi da Basuki Tjahaja Purnama, politico cristiano che ricopre il ruolo di vicegovernatore del distretto della capitale Giacarta. La proposta — come riferisce l’agenzia Fides — ha suscitato nel Paese un ampio dibattito perché va a toccare quello che è ancora considerato un “tabù”. Nella nazione a maggioranza musulmana, infatti, è obbligatorio per ogni cittadino appartenere a una delle cinque religioni riconosciute (islam, cristianesimo, cattolicesimo, induismo, buddismo o confucianesimo) e l’indicazione è riportata sul documento di identità.

«Se la tolleranza è la chiave della libertà religiosa — ha spiegato Basuki Tjahaja Purnama — per la crescita futura dell’Indonesia occorre avere il coraggio di modificare una norma ormai desueta». Rimuovendola, infatti, si vuole garantire l’uguaglianza ed eliminare le discriminazioni che spesso subiscono i cittadini non musulmani, anche in scuole e posti di lavoro pubblici. 

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05 dicembre 2019

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