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Garantite all’Onu
le visite alla minoranza rohingya

· In Myanmar le agenzie delle Nazioni Unite potranno entrare nello stato del Rakhine ·

Svolta importante nella drammatica vicenda della minoranza rohingya in Myanmar.
Le agenzie delle Nazioni Unite nel paese del sudest asiatico potranno, infatti, visitare lo stato occidentale di Rakhine, al confine con il Bangladesh, dove vivono i rohingya, in un viaggio organizzato dal governo di Naypyidaw. Lo ha annunciato alla stampa Stéphane Dujarric, portavoce del segretario generale delle Nazioni Unite.

Rifugiati rohingya in un campo in Bangladesh (Reuters)

L’invito è un significativo primo passo per l’accesso umanitario alla regione, nella quale si sta assistendo a una fuga di massa della minoranza musulmana in seguito a violazioni dei diritti umani, che le stesse Nazioni unite hanno definito «pulizia etnica».
Quasi mezzo milioni di profughi rohingya sono fuggiti in Bangladesh dal 25 agosto scorso, quando militanti armati dell’Esercito di salvezza dei rohingya dell’Arakan (Arsa) hanno attaccato almeno 30 posti di blocco della polizia. Le autorità del Myanmar hanno sempre giustificato le offensive militari per colpire i miliziani dell’Arsa, definiti «terroristi».
Ma dal Rakhine, le Nazioni Unite stanno ricevendo sempre più notizie di abusi sessuali contro la minoranza musulmana. «Sono profondamente scioccato e preoccupato per le informazioni che ci vengono riportate dalle persone arrivate a Cox Bazar», ha dichiarato a Ginevra il direttore generale dell’Organizzazione internazionale per i migranti (Oim), William Lacy Swing, riferendosi alla città del Bangladesh dove hanno trovato rifugio gran parte dei rohingya fuggiti dal Myanmar.
Nelle ultime settimane, i medici dell’Oim hanno curato decine di donne che hanno subito stupri, ma si ritiene che il numero delle vittime sia molto più alto. Già nell’ottobre del 2016, durante una precedente fuga dei rohingya dopo un intervento dell’esercito governativo, l’Oim aveva potuto constatare centinaia di casi di abusi sessuali.

Secondo l’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati, la situazione della popolazione musulmana — in maggioranza donne, bambini e persone anziane, che richiedono aiuto e protezione supplementari — nel Rakhine e nei campi allestiti in Bangaldesh non è migliorata e urge un incremento degli aiuti umanitari. I campi profughi sono ormai al limite del collasso e l’Organizzazione mondiale della sanità ha recentemente lanciato un allarme su possibili epidemia di colera. La Nazioni Unite stimano che per fronteggiare le sofferenze dei rohingya siano necessari almeno 200 milioni di dollari per i prossimi sei mesi. La priorità va ai bambini: 250.000 vivono, infatti, in tende immerse nel fango

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