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Sicurezza agli immigrati
salvadoregni

· I vescovi statunitensi chiedono di prolungare lo stato di protezione ·

Washington, 4. Sono giorni decisivi negli Stati Uniti per la sorte di circa duecentomila immigrati salvadoregni. Secondo le previsioni, entro questa settimana infatti l’amministrazione statunitense dovrà decidere sulla proroga del Temporary Protected Status (Tps) in scadenza il 9 marzo 2018. 

Si tratta, come è noto, dello speciale status che viene riconosciuto a quegli immigrati che non sono in grado di fare ritorno in condizioni di sicurezza nel proprio paese a causa di un conflitto armato, di un disastro ambientale o di altre situazioni straordinarie. Condizione finora prevista per i cittadini di El Salvador, come pure per quelli di altri paesi centroamericani, dove la presenza delle bande e il dominio dei gruppi criminali hanno obbligato negli anni passati molti giovani e famiglie intere a fuggire negli Stati Uniti.

L’episcopato statunitense, che sulla questione è già intervenuto nei mesi scorsi, insieme ad alcune tra le maggiori organizzazioni cattoliche impegnate nel settore (Catholic Legal Immigration Network, Catholic Relief Services, Catholic Charities, Scalabrini International Migration Network) hanno indirizzato una lettera al segretario della sicurezza nazionale, Kirstjen Nielsen, sollecitando un’estensione di diciotto mesi del Tps. Proroga che consentirebbe agli immigrati salvadoregni di continuare a risiedere e a lavorare legalmente negli Stati Uniti. 

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