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Dopo l’attacco razzista
di Macerata

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Luca Traini, al centro,  durante l'arresto a Macerata (Ansa)

«Bisogna dire no alla xenofobia, al rancore sociale e agli imprenditori della paura: dobbiamo unire l’Italia, ricucire le nostre comunità. In nome di Dio invochiamo sobrietà, pace e dialogo». È questo l’appello del cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia - Città della Pieve, e presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), dopo l’attacco razzista del 3 febbraio a Macerata, dove un ventottenne italiano ha ferito otto immigrati a colpi di pistola. Un episodio grave intorno al quale, in queste settimane di campagna elettorale, si stanno moltiplicando le strumentalizzazioni su un tema, quello dell’immigrazione, che la politica ha il dovere di affrontare con responsabilità e prudenza.

All’omelia della messa celebrata oggi a Catania per la festa della patrona sant’Agata, il presidente della Cei ha ribadito che quanto accaduto nella cittadina marchigiana «è segno di un disagio sociale che nasce dall’insicurezza e dalla paura: non può trovare giustificazione alcuna».

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14 novembre 2018

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