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Gabon
sull’orlo dell’abisso

· Si dimette il ministro della Giustizia ·

Si aggrava di giorno in giorno la crisi politico-istituzionale in Gabon dopo la contestata rielezione del presidente Ali Bongo. I risultati delle presidenziali del 27 agosto — a turno unico — hanno dato la vittoria a Bongo con il 49,8 per cento delle preferenze, contro il 48,23 per cento ottenuto dal candidato dell’opposizione, Jean Ping, già presidente dell’Unione africana. 

La vittoria di misura di Bongo — erede di una dinastia al potere da un quarto di secolo — ha scatenato gravi violenze nella capitale, Libreville, e in gran parte del Paese africano, con l’opposizione che ha denunciato brogli elettorali. Violenze che hanno provocato almeno 6 morti, scontri tra polizia e manifestanti antigovernativi e saccheggi. A più riprese, la comunità internazionale ha espresso «seria preoccupazione» per il deteriorarsi della già grave situazione post-elettorale, che rischia di degenerare in una guerra civile. Osservatori statunitensi ed europei hanno criticato la consultazione elettorale, che, a loro dire, sarebbe stata contraddistinta da «difetti e irregolarità».

E in segno di protesta contro la rielezione di Bongo, il ministro della Giustizia, Séraphin Moundounga, ha rassegnato le dimissioni. «Dopo aver notato che il Governo non sta rispondendo alle preoccupazioni circa il bisogno di pace e per il consolidamento della democrazia, ho deciso di dimettermi dalle mie funzioni», ha dichiarato ieri Moundounga alla radio.

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15 dicembre 2017

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