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Il nucleo della fede

· ​Nella prima udienza generale dopo la Pasqua il Papa parla di Cristo risorto speranza dell’uomo ·

Con la sua risurrezione Gesù capovolge «il senso della vita» regalando all’uomo, nonostante i suoi «peccati» e i suoi «insuccessi» un «futuro inaspettato». È il messaggio di misericordia e di speranza che Papa Francesco, nella prima udienza generale dopo la Pasqua, ha lasciato ai fedeli presenti in piazza San Pietro mercoledì mattina, 19 aprile.

He Qi, «Risurrezione»

Il Pontefice è andato al nucleo della fede cristiana ricordando che l’annuncio pasquale — «Gesù è vivo» — ha a che fare con la vita concreta, dove si sperimentano delusioni e fallimenti: il cristianesimo «non è un’ideologia» né tantomeno «un sistema filosofico, ma un cammino di fede» ha ribadito Francesco.

Commentando il tema «Cristo risorto nostra speranza», a partire da un passo della prima lettera ai Corinzi (15, 1-5), il Papa ha fatto un parallelo tra la vita di san Paolo — che «non era un chierichetto, ma un persecutore della Chiesa» — e quella di ogni credente: «Lì non ci fu soltanto un uomo che cadde a terra», ma «una persona afferrata da un avvenimento che gli avrebbe capovolto il senso della vita».

E ha subito aggiunto: «Che bello pensare che il cristianesimo, essenzialmente, è questo! Non è tanto la nostra ricerca nei confronti di Dio, una ricerca, in verità così tentennante», quanto «piuttosto la ricerca di Dio nei nostri confronti». Infatti «Gesù ci ha presi, ci ha afferrati, ci ha conquistati per non lasciarci più». E questo offre consolazione a ogni uomo, ha chiarito Francesco attualizzando la riflessione, pure «se siamo peccatori, se i nostri propositi di bene sono rimasti sulla carta, oppure se ci accorgiamo di aver sommato tanti insuccessi». Anche perché — ha concluso il Papa con un’immagine evocativa — Dio «fa crescere i suoi fiori più belli in mezzo alle pietre più aride».

La catechesi del Papa

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